Edizione del 09.12.2019

Un minimo di salario

Dopo quasi 5 anni dall’accettazione in votazione popolare, il 15 giugno 2015, dell’iniziativa dei Verdi “Salviamo il lavoro in Ticino!”; dopo molte riflessioni, ripensamenti, correzioni attese (della sentenza del Tribunale federale chiamato sulla legittimità o meno da parte dei Cantoni di legiferare in materia); e dopo strategici riposizionamenti e assestamenti dei vari schieramenti politici, finalmente il salario minimo approda in Gran Consiglio.

Appurato che la proposta come si sta delineando non viola il principio costituzionale della libertà economica sancito dal diritto federale, il salario minimo sociale in Ticino dovrebbe collocarsi tra i 19.98 franchi all’ora (senza tener conto delle spese necessarie al conseguimento del reddito) e i 20.78 franchi se quelle spese sono comprese).

L’iniziativa promossa dai Verdi chiedeva inizialmente “l’introduzione di salari minimi differenziati per mansioni e settori economici per porre un freno al crollo dei salari in Ticino” e quindi di salvaguardare il lavoro dei residenti. Poi, dopo anni di lavoro per limare le divergenze, si è giunti a una soluzione di compromesso sottoscritta dalla maggioranza della Commissione della Gestione.

Nessun partito presente nella Commissione, forse per ragioni di strategia politica, si è schierato apertamente contro questo compromesso, anche se molte proposte di emendamenti sono nell’aria e potrebbero ancora dare qualche scossa di assestamento al progetto. Tra i più critici, l'MPS-POP-Indipendenti (che non fa gruppo e quindi non partecipa alla Gestione) che ha presentato ben 24 emendamenti e che vede il pericolo che il salario minimo diventi di fatto il salario di riferimento, generando possibili pressioni al ribasso dei contratti collettivi in vigore che offrono già ora condizioni e salari migliori.

Ne parliamo a Modem con:
Samanta Bourgoin, Verdi
Alessandra Gianella, Plrt
Angelica Lepori, Mps
Michele Guerra, Lega

 

Modem su Rete Uno alle 8.20, in replica su Rete Due alle 19.25. Ci trovate anche sul Podcast e sulle app: RSINews e RSIPlay

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