Estate in quota

Capanne e rifugi del Grigioni italiano

venerdì 19/07/19 19:10
Edizione del 19.07.2019

Questa sera parliamo di capanne e rifugi. Una meta agognata da molti escursionisti che al piano soffrono il caldo in questa fine di luglio. Nostro ospite è Walter Zala, dell’associazione Asac, ovvero associazione sentieri alpini della Calanca. L’Asac gestisce l’unica capanna della Calanca: la capanna Buffalora.
 

I rifugi in Valposchiavo rappresentano un tassello importante del turismo a sud del Bernina ma nonostante questo il settore non riceve alcun sostegno. Chi lavora in quota lo fa a suo rischio e pericolo, come se si trattasse si un albergo di fondovalle. Ma non è così, perché una montagna senza rifugi non solo è impensabile, ma pure pericolosa, perché solo chi presidia il territorio è in grado di coglierne tutti gli aspetti, anche le fragilità.

La più bella notizia di quest’estate sui monti della Bregaglia è sicuramente la riapertura della capanna Sasc Furä, che era stata chiusa dopo la tragica frana del Pizzo Cengalo. Ma in valle sono aperte altre due capanne che in questi giorni accolgono numerosi escursionisti e appassionati di arrampicata.

Alcuni sono situati lungo le storiche vie dell’alpinismo, al cospetto di cime maestose, altri invece si trovano lungo percorsi scenografici ma più abbordabili, come il sentiero Roma o la gran via delle Orobie. I rifugi in Valtellina e Valchiavenna sono una presenza storica irrinunciabile che da alcuni anni - otto per la precisione - si sono riuniti sotto un unico cappello.



 

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