Fucili contro ungulati

La funzione equilibratrice degli ecosistemi della caccia

venerdì 08/09/17 19:10
Edizione del 08.09.2017

Sabato scorso per i 4'500 appassionati venatori grigionesi è iniziata una nuova stagione di caccia alta. Tra le nuove disposizioni cantonali due sono stati argomenti di discussione tra i cacciatori nelle settimane precedenti il via: la possibilità di permettere la caccia a degli ospiti e l’obbligo di indossare degli indumenti catarifrangenti a coloro che praticano le battute. La prima misura, destinata a coloro che sono invitati da un cacciatore domiciliato, è limitata a due giornate e il bottino viene computato nel contingente dell’ospitante. La seconda è stata introdotta per garantire la sicurezza dei cacciatori stessi e non dovrebbe avere effetto sulle predazioni, visto che gli animali percepiscono soprattutto gli odori e i movimenti.

Il responsabile dei guardiani della selvaggina della Valposchiavo, Arturo Plozza, illustra ad Antonia Marsetti i dati degli animali cacciati lo scorso anno. Al sud del Bernina sono stati abbattuti 181 camosci (la preda più tradizionale perché animali mai estinti), 109 caprioli e 100 cervi (ambiti per i loro trofei). Le piccole marmotte sono ricercate con passione dai cacciatori del sud così come i cinghiali, mentre nel nord dei Grigioni è possibile cacciare tra l'altro anche orsetti lavatori e procioni, animali già avvistati anche in Svizzera.

Non sempre però il seguace di Diana riesce ad uccidere la propria preda. Se gli animali rimangono feriti bisogna far capo anche ai cani da sangue per cercarli e ritrovarli. I loro comportamenti vengono descritti e analizzati da un loro possessore il cacciatore bregagliotto Cristian Schmid avvicinato da Silvia Rutigliano.

I cinghiali sono gli ungulati più temuti in Provincia di Sondrio, anche perché a differenza dei Grigioni, non sono considerati specie autoctona. Temuti per le dimensioni, ma soprattutto per i danni alle colture. Grazie a due rappresentanti della Coldiretti di Tirano, Domenico Incondi e Severino Desti al microfono di Stefano Barbusca, si chiarisce come oltre frontiera si opera per ridurne gli effetti nocivi.

 

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