Je vois la chasse en rose

L’arte venatoria vista dalle donne

venerdì 28/10/16 19:10
Edizione del 28.10.2016

In origine era Artemide, dea della caccia, degli animali, del tiro con l'arco, della selvaggina, a volte identificata come dea della luna, e di ciò che si pone al di fuori della città o del villaggio e anche dei campi coltivati. Fu una tra le più venerate divinità dell'Olimpo e la sua origine risale ai tempi più antichi. In epoca romana fu associata alla figura di Diana cacciatrice e i suoi simboli erano il cipresso e il cervo.

Nella realtà però di cacciatrici fino a non molto tempo fa non se ne vedevano molte ma ad oggi il numero delle amanti dell’arte venatoria sono in crescita. Accanto ai 7000 cacciatori, nel Canton Grigioni si contano oltre 150 cacciatrici che costituiscono, indubbiamente, una piccola minoranza ma in costante crescita.

Maria Ferloni svolge il ruolo di tecnico faunistico della Provincia di Sondrio. Con lei parliamo di caccia e ascoltiamo altre testimonianze di donne appassionate dell’arte venatoria.

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