Lancia in resta contro una sola lingua alle elementari

Si sta già discutendo la strategia per contrastare l’iniziativa

venerdì 20/04/18 19:10
Edizione del 20.04.2018

Cosa ha spinto i promotori ma anche il legislativo cantonale e le organizzazioni linguistiche a portare questa iniziativa, davanti al Tribunale federale? È bene ricordare che si tratta di un’iniziativa generica, cioè non formulata, che chiede che nelle scuole primarie (elementari). sia insegnata obbligatoriamente una sola lingua straniera. In quelle germanofone, l’inglese; in quelle italofone o romance, il tedesco. L’iniziativa è stata deposta alla Cancelleria di Stato il 27 novembre 2013 corredata 3709 firme (di 3000 necessarie). Nel novembre 2014 il Governo in un messaggio dichiara l’iniziativa nulla. Il Gran Consiglio, l’anno successivo (aprile 2015) segue questa proposta con 82 favorevoli e 34 contrari. Viene presentato ricorso al Tribunale amministrativo cantonale, che dichiara l’iniziativa valida. Si andrà al Tribunale Federale. L’anno scorso a maggio, i giudici del Tribunale Federale confermano quanto stabilito dal Tribunale Amministrativo cantonale, smentendo Governo e Parlamento. dichiarando l’iniziativa valida.

Pochi giorni fa è giunto il nuovo messaggio del Governo che dice in sintesi: l’iniziativa è valida ma bisognerebbe bocciarla. Troppo complicata e costosa l’implementazione. Se ne discuterà a giugno in Gran Consiglio e secondo il consigliere di Stato Martin Jäger sarà probabilmente portata in votazione a settembre.

I nostri ospiti: Giuseppe Falbo, segretario generale della Pro Grigioni Italiano ed esperto svizzero nella commissione consultiva della convenzione quadro per la protezione delle minoranze nazionali della Commissione Europea; Luca Tenchio, gran consigliere popolare democratico e avvocato; Manuel Atanes, deputato socialista e direttore delle scuole elementari di Roveredo, San Vittore e Grono.

Questa iniziativa, stando al loro parere, porterebbe grandi scompensi alle scolare e agli scolari. Essi dovrebbero recuperare in tre anni quello che i loro colleghi che parlano in tedesco apprendono in sei. Secondo il Governo l'iniziativa andrebbe respinta senza neppure presentare controprogetti. Eppure alcune varianti sono in discussione. "Una vera e propria minaccia contro la coesione cantonale" per Pro Grigioni Italiano e Lia Rumantscha che affinano le armi affinché siano garantiti i diritti delle minoranze.

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