Lugano Estival Jazz
Controcorrente

C’era una volta… Estival Jazz: è inevitabile che in ambito musicale e artistico un’epoca d’oro venga archiviata?

  • 29.04.2026
  • 39 min
  • Antonio Bolzani
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C’era una volta… Estival Jazz, il tradizionale e attesissimo appuntamento musicale dell’estate luganese in Piazza della Riforma, firmato da Jacky Marti. Era gratuito per il pubblico e anche per questo motivo era uno dei più pregiati gioielli di Lugano, anzi dell’intera Svizzera italiana: unico nel suo genere, nella sua forma e nelle sue originali proposte e proprio per questo inimitabile, riconosciuto e rinomato anche sul piano internazionale. Ora si volta pagina: un altro importantissimo pezzo di storia di Lugano se ne va. Fra meno di un mese la stessa sorte toccherà anche al vecchio stadio di Cornaredo. Resterà un Estival rinnovato ma uguale a molti altri nel mondo, sarà a pagamento (per due serate occorrerà acquistare il biglietto, l’altra rimane gratis) e s’inserirà nel cartellone delle manifestazioni luganesi fra diversi altri concerti che animeranno la città. I tempi, insomma, cambiano e quindi ecco la svolta artistica, una sfida ibrida, e, come è stato spiegato ieri, l’introduzione di un nuovo modello sostenibile aperto a varie espressioni musicali che rappresenta un passaggio necessario. Per l’Estival Jazz che tutti noi abbiamo frequentato e apprezzato, si è trattato di un destino inevitabile? La cultura e l’arte devono sempre “rendere” anche sul piano finanziario? Della chiusura di un’epoca d’oro irripetibile per la Lugano della musica jazz, parliamo con voi e con Jacky Marti, lo storico creatore e direttore artistico della rassegna da oltre 45 anni. 

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