Francesco De Gregori
Controcorrente

Il disimpegno di Francesco De Gregori: il ruolo dei cantautori e degli artisti è anche quello di schierarsi?

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  • Antonio Bolzani
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È il dibattito culturale di questi giorni: le recenti parole di Francesco De Gregori, un simbolo del cantautorato impegnato, quello che muove le coscienze e non solo i cuori, di non volersi (più) schierare stanno facendo discutere. Cosa ne pensate del suo “disimpegno civile”? È accettabile, per un personaggio con la sua storia, un ambiguo e sorprendente silenzio di fronte al pericoloso sconvolgimento dell’ordine mondiale, alla deriva dei poteri e alle mostruosità a cui stiamo assistendo? Il ruolo degli artisti e degli intellettuali è anche quello di non mostrarsi indifferenti, di sensibilizzare e di prendere posizione su quanto succede nel mondo: di fronte alla complessità della società attuale e del nostro tempo si può beneficiare del diritto al dubbio, facendo un passo indietro. L’interrogativo che suscita questa vicenda è: l’esposizione pubblica e mediatica, in questo caso di un famoso, seguito e apprezzato cantautore come De Gregori, implica naturalmente e inevitabilmente sia l’impegno civile sia il proclama dal palco? Ricordiamo quanto ha detto nei giorni scorsi Francesco De Gregori sugli artisti che si schierano pubblicamente: “Provo sempre un certo imbarazzo quando un uomo di spettacolo, che quindi ha una visibilità pubblica, vuole schierarsi in maniera così netta su questioni internazionali di guerra. Non sono per gli artisti che vogliono sensibilizzare il loro pubblico, ma perché non sono abbastanza sensibili per conto loro? C’è bisogno che Springsteen dica che è contro l’amministrazione Trump? Non credo, di certo è un ruolo che non mi sento di condividere. Io non faccio proclami, perché non sono superiore a nessuno per dire quale posizione assumere su Gaza o Israele. Non dò lezioni, visto che anch’io ho le idee confuse. Per citare Whitman ‘contengo moltitudini’, il mio pensiero non è totalitario e non voglio né dare né prendere lezioni da nessuno, tanto meno da un uomo di spettacolo, che titoli ha per farlo?”Ne parliamo con voi e con il collega Herbert Cioffi, esperto musicale. 

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