L’abbigliamento a scuola: più regole “di decoro” per le allieve e gli allievi o libertà totale di vestirsi come si vuole?

Con Antonio Bolzani

  • Condividi
  • a A

Ritorna, puntualmente, questo tema, un argomento soprattutto da mesi caldi e vestiti succinti: il sempre discusso abbigliamento a scuola! Siamo veramente liberi di vestirci, anche quando frequentiamo delle aule scolastiche, seguendo soltanto il nostro gusto personale e i nostri desideri? Le ragazze e i ragazzi hanno diritto di vestirsi come vogliono a scuola oppure è giusto che vengano richiamati dagli insegnanti e dalle direzioni scolastiche a rispettare il cosiddetto decoro per rispetto dell’istituzionalità del luogo? La scrittrice Dacia Maraini si è soffermata negli scorsi giorni sul Corriere della Sera sul tema, scrivendo fra l’altro: “Noi in realtà non ci vestiamo come ci pare, ma come pare alla moda. I vestiti parlano, rappresentano un linguaggio molto evidente e quasi mai riguardano la libertà personale. Di solito suggeriscono linguaggi che vogliono rappresentare la seduzione, ma in maniera semplificata e stereotipata. È il mercato che diffonde l’uso di un abito e noi ci adeguiamo bene o male, perché il conformismo fa parte del nostro comportamento sociale. Nessuno vuole rimanere indietro rispetto alle novità in fatto di abiti e colori. Detto questo anche la moda in qualche modo suggerisce un linguaggio diverso secondo i luoghi che si vogliono frequentare. Non si va in chiesa vestiti come per andare in palestra, così come non si va a un matrimonio con abiti da casa, e non si va in viaggio vestiti come per ballare in un locale notturno, e non ci si presenta a un esame con gli infradito ai piedi. Che la scuola abbia perso la sua sacralità purtroppo lo dimostra proprio questa idea che la si possa frequentare senza nessun riguardo per quello che rappresenta. E non parlo di compostezza, contegno, pudore, come dice il vocabolario descrivendo la parola «decenza» ma di rispetto per una casa del pensiero dove ogni altro linguaggio dovrebbe tacere per lasciare spazio alla difficile arte dell’apprendimento. Credere che sia libertà l’adeguarsi a una moda sciatta, cinica che mette sul mercato il corpo femminile come oggetto di predazione è un equivoco purtroppo poco compreso”.
Sull’abbigliamento più o meno libero a scuola… dite la vostra allo 0848 03 08 08