C’è un linguaggio antico che accompagna il nostro cammino sulla Terra: è la voce silenziosa degli animali. Dacia Maraini, da sempre, quella voce la ascolta, e nel suo nuovo libro Anche i cani a volte volano, Storie di animali per tornare umani (Solferino ed.) la restituisce in forma di storie, memorie, favole e racconti. Gli animali non ci chiedono parole, ma gesti, scrive, ricordandoci che il legame che unisce gli esseri umani agli altri viventi è fatto soprattutto di attenzione e responsabilità. Scritti che percorrono una vita intera trascorsa in dialogo con il mondo animale: un dialogo muto ma eloquente, che riflette sulle nostre scelte, i nostri limiti, la nostra capacità di immaginazione e le possibilità di cambiamento.
Tra le pagine troviamo cani che “a volte volano”, un gatto che si crede una pantera, un delicato e curioso gabbiano, l’orsa Amarena, un cervo maestoso, un cavallo del circo restituito alla libertà dei prati, e poi cinghiali, topolini, e perfino una lupetta del Parco Nazionale d’Abruzzo, dove la scrittrice ama ritirarsi a scrivere, ribattezzata dai guardiani “Dacia” in onore di chi l’ha salvata. Sono compagni di vita o di passaggio, creature con cui si è intrecciata un’esperienza, uno sguardo di complicità, un’emozione, un ricordo. Alcuni sono stati salvati, altri incontrati per caso nei boschi, altri ancora sono stati adottati e hanno vissuto con lei, segnando profondamente il suo immaginario affettivo.
Dacia Maraini parla anche della sofferenza animale, della crudeltà degli allevamenti intensivi, della caccia che uccide per gioco e per trofei, degli incendi che distruggono boschi e vite selvatiche, della sperimentazione nei laboratori, di zoo, circhi, delle paure che da sempre accompagnano nell’immaginario, lupi e orsi. In un’epoca in cui l’uomo si proclama padrone della Terra – scrive – è facile dimenticare che anche noi siamo parte di un intreccio meraviglioso. Ci nutriamo dell’aria che loro respirano, dei fiori che impollinano, della terra che calpestano con passo lieve. Rispettare gli animali non è un atto di pietà, ma di giustizia. È restituire equilibrio a un mondo che abbiamo spezzato. Perché forse proprio attraverso quel gesto di rispetto, possiamo riconciliarci con la parte più autentica e gentile di noi stessi.
Nome autorevole della contemporaneità, Dacia Maraini ha indagato l’amore e il potere, il senso dell’esistenza, il nostro patto fragile con la natura, senza mai trascurare le grandi questioni che animano il dibattito pubblico. Ha dato voce alle disuguaglianze, alla condizione femminile, alla povertà, alla violenza, alla guerra, al razzismo e ad altre forme di esclusione, con particolare attenzione alle parti più fragili della società. Autrice di oltre settanta libri tra narrativa, teatro, poesia, saggistica e reportage, è tradotta in oltre trenta lingue con un riconoscimento internazionale che attraversa generazioni. Era stata ospite a Lugano di Michela Daghini nel 2024, in un incontro pubblico di cui sono disponibili il video integrale e una sintesi radiofonica.
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