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“Mi sento depresso”: uno sguardo alla salute mentale dei ticinesi

Con Antonio Bolzani

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Sentirsi insicuri, scoraggiati e incompresi: è uno stato d’animo normale o può essere un primo segnale di una patologia, chiamata depressione, con la quale doversi confrontare?

La domanda è d’obbligo, tanto che nelle scorse settimane il Dipartimento della sanità e della socialità (DSS) ha avviato una campagna di informazione e di sensibilizzazione di un progetto denominato Alleanza contro la depressione Ticino.

L’obiettivo è quello di offrire informazioni utili sul tema, al fine di comprendere e accettare meglio la depressione, per favorire l’intervento precoce e, se necessario, delle cure adeguate. La depressione è in effetti un problema di salute molto diffuso, che può colpire chiunque, indipendentemente da sesso, età, professione, status sociale, origine o fede religiosa, ha molte facce ma è anche curabile. Spesso si nasconde dietro stati d’animo che descriviamo come «stress», «nervosismo», «burnout» o «stanchezza», e non sempre è facile distinguerla da un malumore persistente o da un disagio passeggero.

Si stima che fino a 7 persone su 100 soffrono di depressione ogni anno. Nonostante la sua ampia diffusione, questa malattia è tuttavia spesso ignorata e non curata: infatti, si osserva che una persona ammalata aspetta mediamente dieci anni prima di ricevere una cura.

 Secondo un’indagine svolta in Ticino dal DSS nel 2017, tra i motivi principali di questa tendenza, con conseguenze importanti anche per chi sta accanto alle persone che ne soffrono, ci sono vergogna e paura della reazione altrui, conoscenze limitate sul tema (sintomi, cause, possibilità di cura, professionisti coinvolti), oltre a una certa diffidenza nei confronti delle cure e di chi le offre.

Considerando che la salute mentale è una componente essenziale del benessere di una persona, con questa campagna di informazione e di sensibilizzazione di cui ci occupiamo oggi a Millevoci, il Dipartimento della sanità e della socialità intende quindi combattere questi pregiudizi, migliorare l’informazione sulla depressione e sulle possibilità di cura e promuovere la comprensione della malattia, favorendo una maggiore accettazione verso chi ne soffre.
Una migliore conoscenza e comprensione fra la popolazione permetteranno di favorire la corretta diagnosi, l’intervento precoce e le cure adeguate.

Ospiti:
Manuela Vanolli, collaboratrice scientifica presso l’Ufficio del medico cantonale
Dott.ssa Sara Fumagalli, psichiatra e direttrice della Clinica Santa Croce di Orselina
Dott. Alberto Chiesa, presidente dell’Associazione Ticinese Medici di Famiglia (ATIMEF)

 

Alleanza contro la depressione Ticino