Il nuovo volto di Cornaredo (Ti-Press)

Dal Campo Marzio al Polo sportivo: pallone in gol o fuori? 

Con Antonio Bolzani

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Proprio quest’anno lo Stadio di Stadio di Cornaredo di Lugano festeggerà i suoi 70 anni: nato nel 1951, sostituì il glorioso Campo Marzio dove il Lugano, dal suo anno di fondazione nel 1908 fino appunto a settanta anni fa, disputò le sue partite casalinghe. Dal Campo Marzio allo Stadio di Cornaredo per arrivare alla costruzione a Lugano di un nuovo Polo sportivo e degli eventi? La domanda è d’obbligo considerato che il dibattito in corso è molto acceso e animato. Per la verità dell’esigenza di avere sia uno stadio nuovo dove il FC Lugano possa continuare a giocare secondo i parametri imposti dalla Swiss Fooball League, sia un palazzetto dello sport per la pallacanestro e per tante altre discipline se ne parla da molti anni, ma per svariati motivi poco o nulla si è fatto e così l’idea di realizzare i due nuovi impianti sportivi è rimasta sempre sulla carta. Poi, nel 2012, fu indetto un concorso vinto dal progetto Sigillo degli architetti Giraudi, Radczuweit, Cruz e Ortiz: questo progetto, oggi al centro delle discussioni, prevede di dare una precisa identità al quartiere di Cornaredo. Si vuole creare un’ampia zona multifunzionale, nella quale costruire in modo armonioso e integrato uno stadio, un palazzetto dello sport, due torri, degli edifici abitativi, degli uffici e delle aree e degli spazi verdi da integrare in un comparto a mobilità lenta e con percorsi pedonali e ciclabili. Se da una parte in molti sostengono che la città necessiti finalmente e urgentemente di infrastrutture sportive adeguate, moderne e al passo con i tempi e che quindi tutte le nuove proposte non si possono più prendere in considerazione e sono oramai fuori tempo massimo, dalla parte dei più scettici o contrari al progetto complessivo, invece, emergono spunti e considerazioni che riguardano gli ambiti finanziari, urbanistici e politici. Si ritiene, ad esempio, che il costo elevato dell’intera operazione potrebbe portare ad un aumento del moltiplicatore d’imposta e a scenari futuri ricchi di incognite; che l’accordo generale di partenariato pubblico privato (PPP), definito con il Gruppo HRS SA, sia sbilanciato e troppo favorevole all’investitore privato; e che la presunta impossibilità, dichiarata dal Municipio, di estrapolare dal progetto i contenuti sportivi, realizzando unicamente l’Arena e il Palazzetto dello sport a spese della Città, sia sbagliata. In attesa di quanto deciderà il Consiglio comunale di Lugano alla fine del prossimo mese di marzo sull’accordo di partenariato e in attesa dell’eventuale referendum preannunciato dal MPS, il clima è sempre più infuocato, con alcuni partiti politici divisi al loro interno. Nella puntata di Millevoci ci soffermiamo quindi sul Polo sportivo e degli eventi di Lugano, con i suoi vantaggi, i suoi benefici, le sue criticità e i suoi punti deboli e poco chiari, emersi in questi mesi di confronti tra fautori, scettici e contrari.

Sono ospiti:
Sandra Giraudi
, architetta che con suo team ha progettato il Polo Sportivo e degli eventi
Paolo Canevascini, architetto attivo sul territorio e già docente all’Accademia di architettura
Marco Borradori, sindaco di Lugano
Roberto Badaracco, responsabile del Dicastero Cultura, sport ed eventi
Martino Rossi, economista e già consigliere comunale a Lugano