don Azzolino Chiappini (TiPress)

Dal carcere al decreto d’abbandono: don Azzolino Chiappini racconta la sua vicenda

Con Antonio Bolzani

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Ha suscitato clamore e stupore nell’opinione pubblica la vicenda giudiziaria di don Azzolino Chiappini, già vicario generale della Diocesi di Lugano e rettore emerito della Facoltà di Teologia di Lugano, arrestato lo scorso mese di novembre con l’accusa di aver segregato in casa sua una donna finlandese di 48 anni, risultata priva di un regolare permesso di soggiorno. Scarcerato qualche giorno dopo, l’inchiesta sull’ottantenne sacerdote luganese è proseguita fino allo scorso 24 febbraio quando la Procuratrice pubblica, titolare del caso, ha emanato un decreto di abbandono non essendosi corroborati gli indizi dei reati ipotizzati di sequestro di persona, coazione e lesioni semplici per omissione ai danni della cittadina straniera dimorante da molto tempo nell'abitazione dell'imputato.
Nella puntata di Millevoci vi proponiamo un’intervista esclusiva di Roberto Antonini a don Azzolino Chiappini che racconta cosa è successo e si sofferma sui dettagli di una vicenda che l’ha segnato: una testimonianza emotivamente forte che lascia aperti parecchi interrogativi sulla proporzionalità delle misure adottate e delle procedure seguite in quei dolorosi e tristi giorni che lo stimato e apprezzato teologo, collaboratore di diverse testate giornalistiche, non dimenticherà mai. Era davvero necessario l’arresto, con la conseguente visibilità mediatica che ha poi assunto la vicenda?

Sono ospiti:
Andrea Pagani, Procuratore Generale del Ministero pubblico
Nicola Corti, avvocato e già procuratore pubblico
Andrea Manna, giornalista e vicedirettore de “laRegione”