I fantasmi dell’Afghanistan un anno dopo (3./3)

Dibattito a cura di Nicola Colotti

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Ne ha raccontato la guerra e l’arrivo dei talebani al potere dopo l’abbandono delle truppe americane un anno fa esatto. Ne ha percorso le strade della capitale Kabul e delle campagne per far conoscere le vicissitudini e le speranze di chi non si è rassegnato al ritorno “al passato” (aiutando anche l’espatrio di una famiglia in pericolo di rappresaglia). L’Afghanistan di Roberto Antonini, giornalista, già reporter e corrispondente della RSI, è molto più di un dossier giornalistico: è una passione per una realtà che rischia – come ha scritto recentemente in un approfondimento per La Regione – di sparire dal proscenio della nostra storia nell’indifferenza della comunità internazionale. A un anno dall’uscita di scena delle truppe USA e NATO, l’Afghanistan è ancora un paese da raccontare. La “tomba degli imperi”, come viene definito dopo le sconfitte di britannici, sovietici e americani è in realtà un paese in cui una parte della popolazione, soprattutto tra le donne, non si arrende a un destino ancora una volta scritto da altri. Roberto Antonini è appena tornato da un nuovo viaggio in Afghanistan, proprio a un anno dall’arrivo dei Talebani al potere, e anche questa volta ha realizzato diversi contributi per la RSI per mostrarci come la popolazione vive un ennesimo periodo di speranza e di transizione verso una “normalità” che sembra preclusa al paese asiatico. 

Partecipano alla trasmissione:
Roberto Antonini
, giornalista e già corrispondente della RSI
Giuliano Battiston, giornalista ricercatore indipendente, direttore di Lettera 22
Jamileh Amini, donna afghana che vive in Ticino