La Giornata della Memoria: perché è importante, anche nelle scuole, continuare a ricordare

Con Antonio Bolzani

venerdì 25/01/19 11:05
Campo di concentramento di Auschwitz La Giornata della Memoria: perché è importante, anche nelle scuole, continuare a ricordare, 25.01.19

"Non sono soltanto una senatrice, una sopravvissuta all’Olocausto o una testimone, sono soprattutto una nonna che si interessa dei giovani, ed è a loro che racconto questa storia"

Queste parole, pronunciate lo scorso mese di dicembre all’USI in occasione di un coinvolgente incontro con oltre 400 giovani studenti liceali ticinesi da Liliana Segre, senatrice a vita italiana e sopravvissuta ai campi di concentramento nazisti, potrebbero essere uno dei tanti spunti per addentrarsi nel significato della Giornata della Memoria in programma domenica prossima 27 gennaio. In effetti, il Ticino dal 2011 ha riconosciuto il 27 gennaio quale Giornata cantonale della Memoria.

Lo scopo è quello di ricordare sia tutti i crimini contro l'umanità sia le vittime e i popoli oppressi e discriminati; la memoria va anche a tutte le persone che hanno perso la vita in ragione del loro pensiero, della loro etnia, della loro religione, della loro razza, della loro origine e del loro sesso o per altre ragioni discriminatorie.

 Il 27 gennaio viene ricordato annualmente perché in quel giorno del 1945 le truppe dell'Armata Rossa, impegnate nell’offensiva Vistola-Oder in direzione della Germania, liberarono il campo di concentramento di Auschwitz. Nella puntata di Millevoci desideriamo soffermarci sull’importanza, sull’attualità e sul valore -non soltanto simbolico ma anche civico e morale- della Giornata della Memoria e su come mantenere sempre viva questa “memoria” nelle aule scolastiche e con i giovani.

Proprio in quest’ottica il recente Premio Federica Spitzer assegnato alla Scuola Media di Chiasso vuole proprio focalizzare e alimentare, partendo dal passato, la memoria sul futuro, nella speranza di un mondo in cui la resistenza e il coraggio continuino ad esistere.

Ospiti:
Moreno Bernasconi, presidente Fondazione Federica Spitzer
Attilio Cometta, delegato cantonale (TI) all'integrazione degli stranieri (Dipartimento Istituzioni)
Kilian Poli, docente di italiano, storia e civica alle SM di Chiasso
Sonia Castro Mallamaci, docente di storia al Liceo cantonale Lugano 1 alla Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana (Dipartimento formazione e apprendimento)
Piotr M.A. Cywiński, direttore dell’Auschwitz-Birkenau State Museum

Ogni giovedì in prima serata: Falò

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