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La Terra sotto di noi: risorse ed energie del sottosuolo non sono infinite

Con Nicola Colotti

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In un momento della storia umana in cui abbiamo già abbastanza sfide (e problemi) da affrontare sulla superficie del pianeta che ci ospita, sembra quasi una provocazione riflettere ed interrogarci su quanto accade sotto i nostri piedi al di sotto della superficie terrestre. La questione dei mutamenti climatici ci obbliga ad interrogarci sulla delicata complessità della sottile “pellicola” di atmosfera (circa 100 km) che ci avvolge e ci consente di vivere protetti dal vuoto cosmico in cui la vita è praticamente impossibile.

L’impatto ecologico sulle risorse naturali della superficie terrestre, dall’agricoltura alla pesca, è soltanto un elemento di quel complesso sfruttamento - che oggi si definisce “impronta ecologica” - che caratterizza il cosiddetto Antropocene, l’era della trasformazione e sfruttamento delle risorse del nostro ambiente. Recenti analisi hanno lanciato l’allarme sull’esaurimento delle riserve di fosfati nelle miniere del Nordafrica (ne ha parlato una recente puntata de Il Giardino di Albert, intitolata "Il dilemma del fosforo") che rischia di compromettere la produzione agricola mondiale. Lo sappiamo, il sottosuolo è ricco di materie prime e fonti energetiche (petrolio e gas) a cui crediamo di poter attingere all’infinito, ma non è così. Per colmare il nostro fabbisogno di materie prime, di minerali preziosi (pensiamo alle terre rare necessarie per le tecnologie digitali) e trovare fonti energetiche non fossili possiamo e dobbiamo trovare e implementare alternative sostenibili. Se non vogliamo che l’Antropocene diventi l’era della distruzione dell’ambiente naturale (di cui gli esseri umani sono solo una componente) dobbiamo prendere in considerazione non soltanto i mutamenti del clima, ma anche lo sfruttamento delle risorse nel sottosuolo non infinite (come i fosfati) e le possibili fonti di energia “sostenibile” che oltre all’acqua, all’aria e alla luce solare, sfruttano l’energia termica sotto la superficie terrestre.

Ospiti:
Silvio Seno, geologo, Direttore del Dipartimento ambiente costruzioni e design della SUPSI
Domenico Giardini, Professore di sismologia e geodinamica al Politecnico di Zurigo; Direttore del Centro di competenza nazionale svizzero per le risorse energetiche
Massimo Filippini, professore ordinario di Economia politica all’Università della Svizzera italiana e al Politecnico federale di Zurigo