La musica di Rete Due suonerà senza le voci della cultura?

Con Antonio Bolzani

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Una petizione denominata “Salviamo la Rete Due della RSI” con quasi 9 mila firme; prese di posizione; articoli, commenti e interviste nei media; e molti, moltissimi, post nei social: senza dubbio, osservando quanto si scrive e si dice, la cultura ritorna di grande attualità in Ticino, suscitando un acceso dibattito che coinvolge un sorprendente ed elevato numero di persone.
Il motivo? Il vero o presunto smantellamento della Rete Due.
Il progetto sul quale la Direzione della RSI sta lavorando prevede che Rete Uno diventerà una rete di cultura, informazione e sport; Rete Due una rete prevalentemente musicale, di attualità culturale e di eventi artistici; e Rete Tre sarà la rete dell’intrattenimento, ovviamente con accenti di società secondo i canoni e il mandato di servizio pubblico.
La RSI dovrà, poi, proporre un’offerta articolata e organica sulle piattaforme digitali (il podcast, ad esempio), nella quale devono trovare posto gli elementi culturali, destinati ai pubblici che hanno uno spiccato interesse.
Ebbene, è proprio questa futura offerta delle tre Reti che sta suscitando appassionate discussioni e contrapposte reazioni: c’è chi vorrebbe mantenere e conservare la cultura e la musica sulla Rete Due, temendo una dispersione di contenuti tra le varie Reti, una banalizzazione e una perdita di qualità e di rigore, e chi, invece, sostiene che divulgare la cultura ad un pubblico allargato e trasversale porterà sicuri benefici allo stesso mondo culturale che si ritroverebbe con un ascolto aumentato. Sul futuro, parlato e musicale, della Rete Due e sui cambiamenti, attualmente ancora in fase di studio.

Ospiti:
Maurizio Canetta
, direttore della RSI
Cathy Flaviano, responsabile del Dipartimento Cultura e Società
e altri ospiti

Gennaio 1985, nasce la «Rete 2» della RSI – «lanostraStoria.ch»

 

 

Il futuro di rete due

Il futuro di rete due

Il Quotidiano di giovedì 10.12.2020