All’indomani dell’incidente al reattore nucleare giapponese di Fukushima nel 2011, la Svizzera decise l’abbandono graduale del nucleare, poi confermato in votazione popolare nel 2017, con l’approvazione di un primo pacchetto di misure della Strategia energetica 2050. Oltre al divieto di costruzione di nuove centrali nucleari (quelle in esercizio continuano a funzionare fino a quando la sicurezza sarà garantita), questa articolata strategia prevede di ridurre il consumo di energia e le emissioni di C02, di aumentare l'efficienza energetica e di promuovere le energie rinnovabili per diminuire la dipendenza da quelle fossili importate. La Svizzera ha anche una strategia climatica: entro il 2050 non dovrà più produrre emissioni di gas serra (obiettivo “saldo netto pari a zero”). La domanda che ora ricorre sempre più spesso, soprattutto alla luce della crisi energetica causata dalla guerra, è se questi obiettivi siano raggiungibili senza il nucleare, considerato utile nella transizione energetica per ovviare ai limiti delle rinnovabili, che è a zero emissioni di anidride carbonica, ma ha criticità non trascurabili: il problema delle scorie, la sicurezza dei reattori, i tempi lunghi e gli elevati costi per la realizzazione di nuovi impianti. Lo studio dell’Ufficio federale dell’energia “Prospettive energetiche 2050+” dice che grazie allo sviluppo tecnologico e agli investimenti per garantire maggiore efficienza il traguardo della decarbonizzazione potrà essere raggiunto a un costo sostenibile. Quali sono i punti di questo studio? Da dove prenderemo l’elettricità che ci serve? Ci sono aspetti critici? Che ruolo potrà avere il nucleare in questa transizione?
Ne parliamo con:
Annalisa Manera, ingegnera nucleare e professoressa di sistemi nucleari e flussi multifase al Politecnico di Zurigo
Massimo Filippini, professore al Politecnico federale di Zurigo e all’USI, direttore del Centro di ricerca in economia e politica dell’energia del Politecnico di Zurigo
Marco Mazzotti, professore di ingegneria dei processi al Politecnico di Zurigo, esperto di soluzioni per la gestione della CO2, già presidente del Consiglio scientifico dell‘Energy Science Center del Politecnico di Zurigo
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