Un inverno avaro di pioggia e neve è una preoccupazione soprattutto per i gestori degli impianti sciistici, ma il perdurare della scarsità di neve e pioggia anche in primavera, potrebbe diventare un problema che tocca il territorio e le sue risorse a cominciare da quelle idriche. Eravamo abituati a modelli tutto sommato “statici” con l’avvicendarsi più o meno regolare delle stagioni e delle precipitazioni necessarie al naturale afflusso di acqua nei fiumi e nei bacini idroelettrici. Quest’anno (come già un anno fa) la situazione desta l’attenzione degli esperti ritenuto che già ora le riserve d’acqua dei bacini idroelettrici sono in calo. E se la primavera sarà scarsa di pioggia allora ci sarà da preoccuparsi seriamente. Uno scenario che non riguarda soltanto il settore energetico, ma in generale la gestione territoriale dei corsi d’acqua e dei laghi. Senza dimenticare le conseguenze sugli equilibri delle falde freatiche. Osservare la situazione ed elaborare modelli previsionali tenendo conto delle variabili meteorologiche e climatiche è importante sia dal punto di vista idrologico (riserve d’acqua per i fiumi e potabile) sia dal punto di vista energetico (riserve per bacini idroelettrici). Anche perché in futuro le eccezioni meteorologiche potrebbero diventare la regola.
Ospiti:
Marco Gaia, responsabile MeteoSvizzea Locarno Monti
Andrea Salvetti, responsabile settore idrologia e pericoli naturali dell’Uffcio cantonale ticinese dei Corsi d’acqua
Daniele Buzzini, capo produzione delle Officine idroelettriche della Maggia (OFIMA)
Scopri la serie
https://www.rsi.ch/s/703647




