Twitter, Facebook, Google, Amazon… e Trump

Con Nicola Colotti

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Si chiama “non responsabilità degli intermediari internet per i contenuti di terzi”, che da principio assoluto dell’ecosistema di Intenet e delle sue reti di condivisione è diventato principio relativo nel momento in cui Facebook, Twitter, Google e Amazon hanno deciso di “bannare” l’uscente presidente statunitense Trump dopo l’attacco di insorti al Campidoglio dello scorso 6 gennaio. Una decisione giustificata da una serie di considerazioni e regole interne dei big di Internet che non ha riscosso l’unanimità. Anzi ha sollevato una serie di quesiti e dubbi che vanno al di là dell’uso distorto di Twitter e Facebook che Donald Trump ha portato avanti per tutto il suo mandato. Mark Zuckerberg, patron di Facebook, ha parlato di decisione presa contro i rischi troppo grandi rappresentati dal presidente per una transizione pacifica con il suo successore regolarmente eletto Biden. Se da un punto di vista del comune buon senso la (momentanea) esclusione dei profili di Trump da Twitter e Facebook non fa una grinza, la questione del ruolo delle piattaforme di condivisione di contenuti (politicamente) rilevanti è tutt’altro che semplice. Da qui l’utilità di valutare con l’aiuto di esperti le conseguenze di questa decisione “storica” che, ancora una volta, lascia irrisolti problemi che si trascinano da tempo e che forse non dovrebbero essere risolti dai ceo delle grandi piattaforme di Internet che sempre più si assumono una responsabilità anche politica come “intermediari internet per i contenuti di terzi”.

Ospiti:
Luca De Biase, Editor di innovazione a Il Sole 24 Ore e Nova24. Docente al master di comunicazione della scienza all’Università di Padova, docente del master Big Data all’università di Pisa
Alessandro Longo, giornalista, direttore di Agendadigitale.eu
Anna Masera, giornalista e blogger, Garante dei lettori (e utenti web) del quotidiano La Stampa
Colin Porlezza, professore all’Istituto di Media e giornalismo (IMeG) dell’Università della Svizzera Italiana di Lugano. Tra i fondatori dell’Osservatorio europeo di giornalismo dell’USI