(iStock)

Una Svizzera che si allontana dalla Svizzera italiana: quale futuro si profila per la coesione nazionale?

Con Antonio Bolzani

  • Stampa
  • Condividi
  • a A

Come si pone e come si confronta oggi la Svizzera italiana nei confronti del resto del Paese e come da oltre Gottardo ci vedono e ci considerano? Il tema, a scadenze regolari, ritorna d’attualità per questioni politiche, economiche, di mobilità e di infrastrutture, sociali e culturali. Se la Svizzera tedesca e quella francese stanno vivendo una rivoluzione silenziosa che tende a creare due singole entità sempre più grandi ed integrate nelle quali le barriere cantonali vedono perdere la loro importanza socio-economica, la Svizzera italiana, nonostante AlpTransit, sembra isolata e tagliata fuori da queste dinamiche e fatica, complice anche il retaggio del passato, a vedersi e a muoversi come una sola entità politica e culturale. La Svizzera, insomma, sta cambiando: lo sviluppo economico e la mobilità hanno creato uno spazio urbano sempre più diffuso nella Svizzera tedesca, che ruota attorno al baricentro zurighese; mentre in Romandia, la regione del Lemano è sempre più trainante e influente dal punto di vista economico e l’integrazione è anche evidente sul piano territoriale e delle infrastrutture. Questi mutamenti e queste trasformazioni, che si riflettono anche nell’offerta mediatica con la scomparsa di molti quotidiani cantonali e i processi di fusione che hanno accorpato le redazioni che privilegiano un’informazione sovracantonale, quali conseguenze hanno in generale? Come si manifesta oggi la coesione nazionale in una Svizzera regionalizzata più che “cantonalizzata”? Questa ridefinizione dei contorni geopolitici della Svizzera tedesca e romanda che di fatto crea due singole entità sempre più grandi ed integrate, quale impatto, quali implicazioni e quali ripercussioni ha per la Svizzera italiana? Ne parliamo a Millevoci.

Ospiti:
Oscar Mazzoleni, politologo, docente di scienza politica e direttore dell’Osservatorio della vita politica regionale all’Università di Losanna
Remigio Ratti, presidente di Coscienza Svizzera, già professore titolare di economia regionale e dei trasporti all’Università di Friburgo e già direttore della RSI e dell’IRE
Orazio Martinetti, storico e scrittore-giornalista