Un uomo in viaggio, il mare, gli dèi, il desiderio di tornare a casa. Tornata sul grande schermo con il nuovo, colossale film di Christopher Nolan, l’Odissea continua ad attraversare la cultura occidentale e, a quasi tremila anni di distanza, resta una delle più straordinarie esplorazioni della condizione umana.
Cosa rende ancora così potente questo racconto? Perché Ulisse conserva una forza d’attrazione che attraversa epoche, culture e linguaggi?
Ne parliamo con due ospiti. Il filosofo svizzero Nidesh Lawtoo, Professore ordinario di letteratura e cultura europea moderna all’Università di Leida (Olanda), che studia i rapporti fra etica e cultura visuale, ci accompagna nell’esplorazione di alcuni dei nuclei centrali dell’opera: il desiderio di oltrepassare i propri limiti, il confronto con l’ignoto e il modo in cui le prove ci trasformano.
Jacopo Merlini, giovane attore svizzero formatosi alla East 15 Acting School nel Regno Unito oggi attivo a livello internazionale, ha preso parte alle riprese di The Odyssey e ci accompagna dietro le quinte del film: il lavoro degli attori e della troupe, la preparazione delle scene, l’atmosfera sul set e ciò che accade quando un classico della letteratura viene tradotto nel linguaggio del cinema.
Tra Omero e Hollywood, tra la forza della parola e il potere dell’immagine, ci muoviamo sulle tracce del fascino dell’avventura e di quell’eterno, intimo interrogativo che da sempre accompagna il viaggio di ogni Ulisse: dove si trova davvero casa?
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