«L’Odissea è una storia che non è mai stata raccontata nel cinema moderno. E questa, secondo me, è proprio il tipo di opportunità entusiasmante che cerchi come regista. Quando ti occupi della trama e inizi ad adattarla, cercando di capire come trasformarla in un film moderno, una delle cose che ti fa sentire piuttosto umile è renderti conto che molte delle storie che hai raccontato in passato e che ritenevi molto originali o davvero uniche, che in realtà provengono proprio da Omero. Provengono davvero dall’Odissea, che abbraccia molte forme diverse di narrazione. È una storia d’amore. È una storia di formazione. È la storia di un ritorno a casa. Parla di guerra, amore, morte e di tutte queste cose incredibili».
Parole di Christopher Nolan, premio Oscar per Oppenheimer, che ha deciso di confrontarsi con una delle storie più grandi, una storia di tutti. Quella di Ulisse/Odisseo, l’eroe greco che dopo la conquista di Troia, si imbarca per un viaggio di ritorno a Itaca, la sua casa, che in realtà si rivela decisamente più impervio e doloroso del previsto. Del poema omerico sappiamo tutto, a cominciare dai 24 tomi in cui questo viaggio, tra ciclopi, mostri marini, sirene, una maga che trasforma gli uomini in animali e le bizze degli Dei è diviso. Ma il film?
Ovviamente alcune (molte) parti sono state eliminate, ma quel che resta è magia pura per gli occhi. Sarà per la scelta di farne il primo film interamente girato con camere IMAX, in pellicola da 70mm (non a caso il budget lambisce i 250 milioni di dollari). E vederlo in una delle 8 sale che nel nostro paese offrono questa possibilità è totalizzante, decisamente una vera esperienza. Negli Stati Uniti le sale IMAX non accettano prenotazioni per i prossimi 2 mesi...

Anche la struttura, non lineare, si rivela perfetta per costruire al meglio i personaggi e la loro vicenda, scelta che rende omaggio al lavoro di Nolan, alle prese con la sua opera più ambiziosa. Odissea è un film politicamente attuale, visti i venti di guerra che ci attanagliano, che nelle sue 3 ore scarse abbraccia molte forme diverse di narrazione, perché mescola la storia d’amore senza fine, nonostante la distanza, il tempo, il dolore; è storia di formazione, per Telemaco che deve lasciarsi alle spalle una vita senza la figura del padre Re, per diventare sovrano al suo tempo. Parla di guerra, morte, fede... è la storia di un ritorno a casa sotto molteplici punti di vista. Una riflessione sul tempo, la memoria, identità e – come spesso capita al cinema di Nolan, che è Cinema con la lettera maiuscola – mette i suoi protagonisti davanti a imprese più grandi di loro.

Niente è mai stato cinematograficamente perfetto come l’Odissea, e ora la si può vedere trasformata in qualcosa di nuovo, di spettacolare. Di necessario. Le paure, le tentazioni, gli ostacoli, i drammi il coraggio unito all’idea di non essere mai all’altezza di Ulisse, sono rese alla perfezione da Matt Damon, che di questo film è anima e cuore narrativo, ed è praticamente presente in ogni scena. Al suo fianco gravitano la perfetta Anne Hathaway (Penelope), Tom Holland (Telemaco), Robert Pattinson truce al punto giusto nel rendere il perfido Antinoo. Ma anche l’ammaliante Calipso (Charlize Theron) che lega a sé il naufrago Ulisse per anni e anni; il rapper Travis Scott che è la voce narrante nei baccanali di Itaca delle vicende di Ulisse, isola che aspetta un regnante di ritorno… o uno nuovo. Ancora, Sinone, uno dei personaggi minori ma dall’impatto fortissimo, grazie all’interpretazione di Elliott Page.
Le polemiche? Non hanno dato pace ad Odissea fin dalla lista del cast, fin dal primo trailer: ormai la deriva social e la possibilità di dire tutto per tutti, anche senza cognizione di causa, non ce li leveremo più di dosso. E che importa se Elena di Troia (Lupita Nyong’o) non ha «le bianche braccia» descritte da Omero. Se la barca di Ulisse somiglia ad un veliero vichingo, se l’armatura di Agamennone ricorda Batman? Non è un documentario. Possono bastare queste piccolezze, scatenate a prescindere, a dare un giudizio (negativo) ad un film che è un capolavoro moderno, un kolossal vecchio stile, perfetto e contemporaneo?

Nelle sale Odissea di Nolan
Telegiornale 15.07.2026, 20:00



