I consiglieri federali Karin Keller-Sutter e Guy Parmelin
I consiglieri federali Karin Keller-Sutter e Guy Parmelin (keystone)

La “dittatura sanitaria”, la salute di tutti e le libertà individuali

Con Danny Rauseo e Antonio Bolzani

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Il tema della “dittatura sanitaria” è sempre di grande attualità; nelle ultime settimane si è in effetti dibattuto molto su un argomento che divide l’opinione pubblica, tanto che i consiglieri federali Guy Parmelin e Karin Keller-Sutter hanno dovuto precisare, respingendo l'accusa dell'UDC che ha parlato dell’instaurazione di una dittatura nell'ambito della lotta alla pandemia, che in Svizzera il popolo ha l'ultima parola e che quindi non viviamo in uno Stato totalitario. Se la dittatura, intesa in senso storico, è un regime politico caratterizzato dalla concentrazione di tutto il potere in un solo organo, monocratico o collegiale, che l’esercita senza alcun controllo ed in modo autoritario, intransigente e dispotico -si pensi, ad esempio, alle dittature fascista e nazista e ad altre dittature militari-, fa un certo effetto pensare ad un simile modello di dittatura quando si è confrontati con una situazione straordinaria di emergenza che prevede alcune misure restrittive della libertà personale per tutelare e proteggere la salute dell’intera popolazione e la tenuta del sistema sanitario. Eppure c’è chi sostiene che stiamo sperimentando sulla nostra pelle che nel nome della salute della collettività, quindi di un interesse generale, è possibile revocare le libertà individuali, sospendere o negare i diritti fondamentali e la democrazia, imporre senza “se” e senza “ma” delle norme e delle disposizioni restrittive, fino al coprifuoco. Ma è davvero così? Coloro che si ribellano e protestano che tipo di Stato vorrebbero e immaginano? Non siamo in presenza di una visione e di una percezione decisamente esagerate e non aderenti alla realtà? Siamo davvero sottomessi al potere sanitario e confinati agli arresti domiciliari? Se è vero che ogni nazione ha adottato la sua politica di contenimento della pandemia con misure e provvedimenti ad hoc e che è quindi impossibile generalizzare considerando le modalità differenti di prevenzione e di profilassi usate dai singoli Paesi, si fa però fatica a pensare che siamo in presenza di un regime totalitario giustificato da regole anti contagio e anti pandemia e da strategie del terrore. Proprio per capire e spiegare che cosa è e che cosa implica per dei cittadini una dittatura e se si può allargare il concetto di democrazia sorvegliata, involuta e irregimentata, sul modello cinese, anche all’attuale situazione di crisi sanitaria, nella puntata di “Uno oggi” ci addentriamo, con le voci e gli stimoli dei nostri interlocutori, dentro e oltre la parola “dittatura”, sviscerandola e analizzandola da un punto di vista storico, linguistico, sociologico e geopolitico.

Sono ospiti:
Marcello Flores
, storico, insegna Storia comparata nella Facoltà di Lettere e filosofia dell'Università di Siena
Maria Chiara Moskopf, linguista e ricercatrice all’Alta scuola pedagogica dei Grigioni a Coira
Sebastiano Caroni, sociologo
Gabriele Battaglia, giornalista e collaboratore della RSI da Pechino