dall'inviato a Rio de Janeiro Marcello Ierace
Capelli a spazzola inconfondibili, anche nella bolgia del Maracanazinho di Rio, il catino più torrido al mondo dedicato alla pallavolo, Andrea Lucchetta non passa inosservato. Si porta dietro un palmarès da pelle d'oca tra cui quel trionfo mondiale del 1990 proprio qui contro il Brasile dove lui - e tutta quella squadra della "generazione di fenomeni" - riuscì a zittire tutto il palazzetto gialloverde.
Ma Lucchetta è soprattutto un fenomeno di comunicativa, un costante ed itinerante spot per l'intero movimento del volley. Però a lui, questa pallavolo moderna, non è che piaccia tanto: "Io preferivo quella degli anni Novanta, molto più cerebrale, più tecnica - ci dice l'ex stella degli Azzurri - Oggi si predilige, come nel tennis, la forza. Si rincorre uno slot televisivo ben delineato"
"Non mi piace pallavolo di oggi, ci sono troppe regole che vanno a snaturare il nostro sport"
Andrea Lucchetta
Ma se hai tecnica e talento, oggi come ieri, però vinci... "Per allungare la propria carriera bisogna essere padroni della tecnica. È come un Cavaliere Jedi, se percepisci la forza e sei in linea con la forza che ritorna in te, hai una forza infinita: parola di Andrea Skywalker Lucky Lucchetta".
Rio 2016, l'intervista ad Andrea Lucchetta (15.08.2016)
RSI Sport 15.08.2016, 19:32
Rio 2016, Andrea Lucchetta saluta la Svizzera italiana (15.08.2016)
RSI Sport 15.08.2016, 19:14
