dall'inviato a Zurigo Marcello Ierace
Hanno retto finché hanno potuto i Dragons nella "mission impossible" della Supercoppa. Mezzo Lugano non ha retto dunque l'urto di un Losanna "intero", che ha conquistato il trofeo all'Hallenstadion di Zurigo, imponendosi per 3-1 con parziali di 25-20 21-25 25-20 25-14.
Motta ha fatto davvero il possibile per rimediare alle pesantissime assenze dei tre stranieri impegnati con le rispettive Nazionali nella preparazione agli Europei in Italia e Bulgaria del prossimo ottobre. Senza lo sloveno Pokersnik, il bielorusso Radziuk e il bulgaro Todorov, il coach luganese ha dovuto riciclare il palleggiatore Bürge nel ruolo di ala, non concedere un minuto di pausa al giovanissimo libero Basile (che coi suoi 17 anni potrebbe essere il figlio del quasi 41enne Marcelinho) e richiamare l'ex capitano Hubner, fermo da un anno.
Giusto per rendere l'idea di come anche aver tenuto testa almeno per i primi due set, vincendo il secondo con un bel parziale nel finale, è già da considerarsi un'impresa degna di nota. Prestazione possibile grazie al cuore e la voglia di non mollare: esempio per tutti l'altro quarantenne Gelasio, trasformatosi per necessità in scorer di primo piano. Ma in certe occasioni il cuore, anche se grande, non basta.
Le parole dei protagonisti
