Altri sport

Paure e polemiche forse gonfiate

Disponibilità e sorrisi nonostante scanner e controlli

  • 10.02.2014, 16:47
  • 4 maggio, 12:45
Le mascottes di Sochi

Le mascottes di Sochi

  • Keystone
Di: RSI Sport 

di Enrico Carpani

La mia Olimpiade si ferma qui. Almeno per quanto riguarda il contatto diretto, la presenza sul posto. Tra un paio d'ore partirò da Sochi per Zurigo, e da domani mattina i Giochi, per me, saranno soprattutto tante ore davanti alla tv dell'ufficio. E poi di casa, compatibilmente con le scelte e i compromessi indispensabili all'equilibrio di ogni famiglia: so che mi aspetta il ritorno alla normalità, insomma, al rispetto dei tempi e delle esigenze di chi riesce benissimo a fare a meno, ad esempio, della prima manche dello slittino o delle semifinali di slopestyle.

Dopo una settimana di immersione totale in un evento unico come quello olimpico - che non mi era più capitato di frequentare, da giornalista, dal 1996 ad Atlanta - sto per tornare alla base contento e soddisfatto, di ciò che ho visto e di ciò che stiamo facendo.

A costo di stupire qualcuno ho voglia di ribadire che quello a Sochi è stato un soggiorno piacevolissimo, al di là di tutti quegli inconvenienti che fanno parte della normalità per chi è abituato a questo genere di vita: alloggi più o meno confortevoli, alimentazione non sempre di qualità, condizioni di lavoro evidentemente diverse rispetto a quelle cui si è abituati.

A tutto, però, ci si può adeguare, tanto più facilmente se chi ti sta attorno sorride anche quando ti deve far passare attraverso lo scanner di controllo, o ogni volta che è costretto a dirti che ciò che ti piacerebbe fare non è previsto dai regolamenti. Le Olimpiadi sono anche questo: quasi tre settimane di convivenza con alcune migliaia di colleghi, a ritmi che assomigliano più a quelli di un corso di ripetizione (ma esistono ancora, tra l'altro?), in cui la normalità diventa l'eccezione e le situazioni eccezionali si trasformano nella normalità.

I Giochi o li ami - e allora riesci a viverli e a capirli - o li detesti. E ci trovi tutti i difetti del mondo.

Qui siamo venuti preceduti da una scia infinita di paure e di polemiche: giustificate e legittime sul piano del principio ma indubbiamente gonfiate e a volte addirittura strumentalizzate. Su queste cose, evidentemente, ognuno continuerà a pensarla come più gli piacerà. Io me ne torno a casa con qualche un buon ricordo, soprattutto legato alla gentilezza e alla disponibilità di chi ho incontrato a Sochi. In questo senso, la prima Olimpiade russa della storia è cominciata bene. Non posso che augurarmi che continui e si concluda ancora meglio.

Ci vediamo da domani davanti alla tv, grazie e arrivederci, spassiba e dasvjdania Sochi!

rsi_social_trademark_WA 1.png

Entra nel canale WhatsApp RSI Sport

Iscriviti per non perdere le notizie e i nostri contributi più rilevanti

Correlati

Ti potrebbe interessare