Calcio

A noi la pepa tencia

Costa Rica-Grecia a Recife, l’ottavo-brutto anatroccolo

  • 27.06.2014, 20:11
  • Ieri, 13:28

Di: RSI Sport 

Dall'inviato a Fortaleza Omar Gargantini

Mi è toccata la pepa tencia. A qualcuno tocca sempre, del resto. Costarica-Grecia, l’ottavo di finale con meno appeal, per usare un eufemismo. D’accordo i Ticos-rivelazione-sorpresa-entusiasmante-ammazzagrande, ma la Grecia no. Proprio no. È la squadra incubo che si spera sempre di non ritrovare sul proprio cammino. Nulla di personale, ci mancherebbe: ma gioca male, è triste, ha nomi non sempre evidentissimi da pronunciare. È sempre li li per non qualificarsi, ma poi ce la fa. È sempre li li per uscire, ma poi riemerge: con un rigore, una zampata, un colpo di coda. A pensarci bene, insomma, ha pure il suo fascino, senza andare a scomodare la straordinaria quanto estemporanea cavalcata di 10 anni fa in Portogallo.

Era tutto pronto a Lisbona per una sorta di festa nazionale: la TV locale seguì in diretta il viaggio dell’autobus della squadra allora diretta da Scolari (chissà se perdere un torneo casalingo sia stata un’eccezione oppure appartenga al suo destino di brasiliano un po’ atipico: lo sapremo entro un paio di settimane…) verso il Da Luz. Un’ora tra due ali di folla già in delirio. Qualcosa di mai visto e tremendamente coinvolgente. Poi arrivò Charisteas e la Luz si spense.

Di quella Grecia è “sopravvissuto” il K2: Karagounis e Katsuranis. Fatalmente poco. Insomma nessun legame reale con i campioni del 2004, se non la straordinaria e inconscia capacità di ribellarsi all’ovvio ed all’ineluttabile che accompagna questa squadra “brutta” quanto determinatissima.

Dimenticavo: come se non bastasse, si giocherà a Recife, la città sommersa sotto scrosci d’acqua da far paura. Strade allagate, circolazione in tilt. Meno male che noi abbiamo Felipinha, la nostra autista spericolata che ride divertita ad ogni sbandata, zigzagando tra carretti trainati da asini e improbabili scooter con una mano sul volante e l’altra sul clacson. Sarà lei, con la sua audacia e la conoscenza di ogni angolo di Recife, a dare un tocco di effervescenza a questo ottavo-brutto anatroccolo che ci è rimasto in mano.

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