L’estate del 2006, quella di 20 anni fa, è ricordata in maniera agrodolce nel calcio italiano. Se da un lato la Nazionale vinse per la quarta volta i Mondiali, dall’altro la vicenda Calciopoli scosse dalle fondamenta il calcio Azzurro e ne cambiò per sempre gli equilibri. Quello che all’inizio appariva come un filone d’indagine su alcune conversazioni tra dirigenti e designatori arbitrali si trasformò nel più grande scandalo sportivo dell’era moderna, con conseguenze che coinvolsero club, dirigenti, arbitri e istituzioni calcistiche.
L’esplosione del caso
La vicenda emerse pubblicamente nei primi giorni di maggio 2006, quando furono pubblicate le intercettazioni raccolte dalla Procura di Napoli nell’ambito di un’inchiesta relativa alla stagione 2004-05. Nelle conversazioni comparivano i nomi di alcuni dei personaggi più influenti del calcio italiano, tra cui il direttore generale della Juventus Luciano Moggi, l’amministratore delegato bianconero Antonio Giraudo e i designatori arbitrali Pierluigi Pairetto e Paolo Bergamo. Secondo l’accusa, esisteva un sistema di relazioni in grado di influenzare il funzionamento del settore arbitrale e le designazioni delle partite più importanti. Le intercettazioni provocarono un terremoto mediatico senza precedenti e, nel giro di poche settimane, portarono all’apertura di procedimenti sportivi destinati a ridisegnare il volto della Serie A.
Le società coinvolte e le sanzioni definitive
Il primo processo sportivo coinvolse Juventus, Milan, Fiorentina e Lazio, mentre in un secondo momento furono interessate anche Reggina e Arezzo. Le posizioni dei club erano però differenti e questo si rifletté nelle decisioni finali della giustizia sportiva. La Juventus subì la punizione più pesante: i bianconeri si videro revocare gli Scudetti 2004-05 (titolo che non è più stato assegnato) e 2005-06 (quest’ultimo invece andato all’Inter). Dopo i ricorsi e i successivi gradi di giudizio, la penalizzazione inizialmente prevista venne ridotta, ma il club torinese rimase l’unica grande squadra a dover affrontare la retrocessione, ripartendo dalla Serie B con 9 punti di penalizzazione.
Diversa la situazione delle altre società coinvolte. Milan, Fiorentina e Lazio evitarono la B e conservarono il posto in Serie A. I rossoneri, che mantennero la qualificazione alla Champions League pur vedendosi togliere 30 punti nel torneo 2005-06, iniziarono il campionato 2006-07 con 8 punti di penalità, la Fiorentina con 15 e la Lazio con 3. Le sentenze definitive furono quindi meno severe rispetto alle prime decisioni di primo grado emerse durante l’estate del 2006.
Le conseguenze per dirigenti e arbitri
Le ricadute non riguardarono soltanto le società. Molti dei protagonisti dell’inchiesta furono colpiti personalmente da pesanti provvedimenti disciplinari. Moggi e Giraudo ricevettero ad esempio una squalifica di cinque anni con proposta di radiazione, in seguito diventata definitiva. Anche altri dirigenti di primo piano vennero sanzionati: Adriano Galliani, Claudio Lotito, Diego Della Valle, Andrea Della Valle, per citarne alcuni, subirono periodi di inibizione di diversa durata.
Il terremoto investì anche il mondo arbitrale. I designatori Pierluigi Pairetto e Paolo Bergamo furono sanzionati, mentre l’arbitro internazionale Massimo De Santis ricevette una lunga inibizione. Per molti dei soggetti coinvolti, quelle sentenze segnarono di fatto la fine dell’attività ai massimi livelli del calcio professionistico italiano.
La crisi delle istituzioni calcistiche
Calciopoli provocò inoltre una profonda crisi istituzionale. Il presidente della FIGC Franco Carraro lasciò l’incarico e il CONI affidò la guida della Federazione a Guido Rossi, nominato commissario straordinario con il compito di gestire uno dei momenti più delicati della storia del calcio italiano. Le sentenze sportive vennero emesse in tempi estremamente rapidi, con l’obiettivo di definire promozioni, retrocessioni e partecipazioni alle competizioni europee prima dell’inizio della stagione successiva. La velocità dell’iter processuale e la severità di alcune decisioni generarono però polemiche, ricorsi e contestazioni che sarebbero proseguiti per anni nelle aule di giustizia e fino ad oggi nel dibattito pubblico.

Calciopoli, maxi stangata per quattro
RSI Archivi 15.07.2006, 09:49

Calciopoli: l’opinione dei ticinesi
RSI Archivi 15.07.2006, 09:37



