Invasione di campo tutt'altro che gradita
Invasione di campo tutt'altro che gradita (rsi.ch)

L'ASF prende posizione: "Gesto inaccettabile"

Intanto la Federazione serba chiederà una severa punizione contro Shaqiri

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Non si placa la polemica e le tensioni legate ai fatti che hanno coinvolto sabato sera Xherdan Shaqiri che, al termine del match contro l'Irlanda del Nord, si è visto mettere addosso da un tifoso una giacca in cui appariva il simbolo dell'UCK, l'Esercito di Liberazione del Kosovo. L'episodio, accaduto proprio davanti ai nostri microfoni durante l'intervista di Nicolò Casolini, ha provocato l'inevitabile reazione della Federazione svizzera di calcio che, nel pomeriggio di domenica, ha pubblicato un tweet in cui ha definito "inaccettabile che persone abusino di uno stadio da calcio, o in questo caso di un'intervista di un giocatore dopo la partita, per fare propaganda politica". Intanto sempre la stessa ASF ha comunicato che "il colpevole è stato interrogato dalla polizia e gli è stato immediatamente imposto un divieto d'accesso allo stadio".

Xherdan Shaqiri ha reagito in modo esemplare. È rimasto calmo e non ha reagito Tweet dell'ASF

Il fantasista della Nazionale rossocrociata - che tra l'altro ha compiuto proprio oggi trent'anni - è però stato preso di mira dalla Federazione di calcio serba che, tramite il proprio segretario generale Jovan Shurbatovic, ha annunciato una lettera di protesta alla FIFA. "Chiederemo una reazione urgente e le sanzioni più severe contro Shaqiri per aver promosso l'organizzazione criminale terroristica UCK durante la dichiarazione ai media", viene scritto sul sito della federazione balcanica.

 

 

 
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