Calcio

Servono Maestri, non Scolari

Il ct verdeoro fa arrabbiare i torcedores brasiliani

  • 13.07.2014, 11:40
  • 4 maggio, 13:30
Severino Piacquadio

Severino Piacquadio

Di: RSI Sport 

Dall'inviato in Brasile Severino Piacquadio

  • "Contro la Germania, tolti i sei minuti che ci sono costati quattro gol, abbiamo giocato un'ottima partita".

  • "Contro l'Olanda ci ha penalizzati l'arbitro, col rigore e il secondo e terzo goal irregolari".

  • "Guardate questi fogli. Contengono il programma degli allenamenti di questi ultimi due mesi. Abbiamo fatto tutto bene, tutto giusto, in questa coppa del mondo".

  • "Un anno fa abbiamo vinto la Confederations Cup".

  • "Ho partecipato a tre mondiali e ho sempre chiuso tra i primi quattro"

Felipe Scolari va controcorrente. I suoi giocatori chiedono scusa ai tifosi, che apprezzano e perdonano. Lui si ispira a Cervantes e come Don Chisciotte va alla lotta contro i mulini a vento. Prendendosi i fischi dei torcedores.

Va bene prenderne 10 in 180 minuti, ma i brasiliani non hanno voglia di ulteriori umiliazioni verbali. Questo, più di ogni gol preso, non sono disposti ad accettarlo. Hanno occhi per vedere, competenze per giudicare, cuore per perdonare. E infatti la squadra, scarsa, l'hanno vista, giudicata e perdonata. Scolari l'hanno sommerso di insulti.

Il passato spesso è ingombrante. Lo ha sperimentato l'Italia del 2010 in preda alla nostalgia canaglia per Lippi. Lo ha sperimentato il Brasile con Scolari e Parreira, i CT della Penta e della Tetra. Per vincere la Hexa non serve mentire a se stessi. Serve costruire. Cambiare. Affidarsi a gente con idee nuove che sappia sopperire ai limiti strutturali e tecnici del calcio brasiliano contemporaneo.

Servono Maestri. Non Scolari.

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