LARMANDILLO

Youri Djorkaeff: “Abbiamo cambiato il paese”

Nella settima puntata de LARMANDILLO Armando Ceroni racconta il Mondiale 1998 in compagnia del “Serpente”

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Armando Ceroni e Youri Djorkaeff

Armando Ceroni e Youri Djorkaeff

  • RSI.ch
Di: RSI Sport 

Youri Djorkaeff, l’ex fantasista francese campione del Mondo e d’Europa con la sua Nazionale, ripercorre le tappe di una carriera straordinaria, culminata nella conquista del titolo mondiale. Un successo che, come racconta lo stesso Djorkaeff, andò ben oltre il rettangolo verde: “Abbiamo cambiato il paese”, afferma con orgoglio. “L’unità prima non esisteva”.

L’intervista non è solo un tuffo nel passato, ma anche un’occasione per scoprire il lato più intimo dell’uomo Djorkaeff. Per lui il calcio non è mai stato un semplice lavoro, ma una passione viscerale, un divertimento costante. “Non posso immaginare il calcio come un lavoro. Ho avuto la fortuna di capire a 12-14 anni che il calcio era la mia strada. Io volevo giocare ad alto livello, e ho lavorato con quell’obiettivo”. Un approccio che lo ha accompagnato fino alla fine della carriera, a New York, a 38 anni.

Non mancano i ricordi legati all’Inter, squadra con cui ha conquistato una Coppa UEFA nel 1998. Tra questi, il racconto della rovesciata contro la Roma: “Questo è il gol più bello della mia vita. Perché è arrivato a un’età, 29 o 30 anni, in cui mi sentivo bene mentalmente e fisicamente. A Milano c’era la mia famiglia, con due bambini nati lì. Mi piaceva la gente e San Siro. Fare questo gol con questa squadra, questa società…è questo che lo rende il gol più bello. Devi essere libero con la testa per provare una giocata così”.

Il Mondiale del ‘98, ovviamente, occupa un posto speciale. Dalle difficoltà contro il Paraguay alle sfide con l’Italia, fino alla finale contro il Brasile. Tutti tasselli che compongono un’impresa memorabile. Djorkaeff svela anche un retroscena sull’incontro con Ronaldo negli spogliatoi prima del match. Il brasiliano era stato male e non risultava sul foglio partita, ma poi si è presentato in campo. “Sono andato negli spogliatoi a trovarlo. Mi ha detto che era tutto a posto. Io gli ho detto che lo volevo al 100% e che ero lì per vincere”.

L’ex campione francese non si sottrae a un’analisi critica del Mondiale 2002, dove la Francia, da campione in carica, uscì clamorosamente al primo turno. “Questo è il bello del calcio. Siamo arrivati al torneo del 2002 come i Rolling Stones. Come rockstar. Quando tratti male il calcio, poi il calcio ti tratta male”.

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Quando tratti male il calcio…il calcio alla fine ti tratta male - Youri Djorkaeff

RSI LARMANDILLO 27.04.2026, 17:00

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