di Giancarlo Dionisio
Facciamocene una ragione. Il ciclismo è cambiato. Pretendere di vedere una tappa di montagna che si risolve a suon di scatti e controscatti è un po' come pretendere di avere la botte piena e la moglie ubriaca. Oggi il tutto si risolve con una corsa alla sfinimento. Parlano i volti, che raccontano il dolore, la fatica, l'affanno. Agli eventuali nostalgici del ciclismo anni '90, in cui i big si scattavano sotto il naso 5, 10, 15 volte a salita, dico che, secondo me, la tappa odierna è stata bellissima, anche se per quanto riguarda la classifica generale ha portato un beneficio solo a Thibaut Pinot che si riavvicina al podio.
Bellissima perché Nairo Quintana ci ha provato 2 volte, la prima addirittura a 54 km dal traguardo. Bellissima perché Vincenzo Nibali gli ha risposto di persona e poi ha tentato la sua carta sull'ultima salita. Bellissima perché ci ha confermato che il ciclismo ha trovato un nuovo campione. Per come si è gestito oggi da solo Tom Dumoulin, non riuscirei a trovare un altro appellativo. Il ciclismo è cambiato: in meglio. Proviamo a viverlo come un thriller! Del resto le TV con i loro cambi di camera, con i loro obiettivi a volte indiscreti ci invitano quasi ad indagare nell'anima dei guerrieri del pedale. E cosa c'è di più emozionante?
Le dichiarazioni di Nairo Quintana (Rete Uno Sport 25.05.2017, 18h30)
RSI Sport 25.05.2017, 20:59
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