Ciclismo

Pazzi scatenati o costretti a soffrire?

L'editoriale di Giancarlo Dionisio sulla 15a tappa del Giro d'Italia

  • 21.05.2017, 20:42
  • 4 maggio, 18:06
Champagne!

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  • Keystone
Di: RSI Sport 

di Giancarlo Dionisio

Quando il gruppo non vuole, non c'è nulla da fare: la fuga non parte. Ci sono voluti oltre 100km per trovare 10 uomini al comando della corsa. Fino a quel momento, in barba alle fatiche di ieri, e quasi dimenticando che siamo già alla 15a tappa, il serpentone aveva proposto una media superiore ai 52km/h. E le 2 salite di giornata, il Miragolo San Salvatore ed il Selvino, sono state affrontate con una rabbia da far sciogliere l'asfalto.

I fuggitivi sono stati grigliati dai big. Intendiamoci, da sempre vincere è importante, per la gloria, per lo sponsor, per il portafogli. Tuttavia da alcuni anni, per molti, è diventata una questione di sopravvivenza. C'è crisi occupazionale. Non c'è posto per tutti. Quindi via a tutta, a lottare, limare, scattare, rispondere, lavorare con fedeltà per i capitani.

Ne guadagna lo spettacolo ed il Giro sta confermando questa teoria. La tappa odierna è un esempio da mostrare ai giovani. Non un attimo di tregua, coinvolti in sequenza i gregari, i luogotenenti e i capitani, che oggi hanno voluto porre il loro sigillo. Quello più luminoso porta la firma di Bob Jungels, coraggioso nell'attaccare sullo strappo verso Bergamo Alta, paziente e potente nello sprint vinto davanti a Quintana e Pinot.

Domani riposo e recupero, poi le grandi montagne. Chissà se questi scatenati corridori si daranno una calmata o continueranno a spingere come ossessi anche sul Mortirolo e sullo Stelvio?

Legato alla dretta della 15a tappa del Giro d'Italia del 21.05.2017

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