Hockey - mondiali

Cooly, la mascotte che ha di nuovo conquistato il Mondiale

Come 17 anni fa, l’amatissima mucca con i pattini è una delle stelle del torneo

  • 2 ore fa
Richiestissimo anche per le foto ricordo

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  • Keystone
Di: Andrea Torreggiani, inviato

Non che ci fossero molti dubbi in proposito, ma Cooly è velocemente diventato uno dei protagonisti di questo Mondiale con la sua capacità di intrattenere e strappare sorrisi dentro le piste... e pure fuori. Questo personaggio funziona così bene perché fin dall’inizio è stato pensato per essere qualcosa di più di una mascotte, anche se quando è stato creato per la rassegna iridata del 2009 a Berna e Kloten nessuno immaginava che potesse diventare un simbolo duraturo. L’idea di base è semplice e, proprio per questo, sorprendente: una mucca. Un animale che richiama immediatamente la Svizzera più tradizionale, le Alpi, i pascoli, un immaginario quasi fuori dal tempo. Portarla sul ghiaccio, nel cuore di uno sport veloce e fisico come l’hockey, potrebbe sembrare fuori contesto. Invece è esattamente il contrario. Cooly funziona perché non cerca di imitare la durezza del gioco, ma la contrasta con qualcosa di opposto, ovvero leggerezza, ironia e una simpatica goffaggine.

Dietro questa apparente semplicità c’è però un lavoro molto complesso. Chi interpreta Cooly non è un semplice figurante. Deve muoversi con agilità su una superficie scivolosa, mantenere il ritmo delle coreografie, reagire al pubblico, tutto dentro un costume pesante, con una visibilità limitata e temperature elevate. È una performance atletica a tutti gli effetti. Chi si traveste da mascotte deve correre, saltare, rialzarsi continuamente, e lo fa anche per diversi minuti di fila. Vista la complessità del lavoro, per interpretare Cooly nell’edizione 2009 dei Mondiali erano stati addirittura chiamati dei professionisti dal Canada. Oggi invece pare che, anche perché in 17 anni i materiali si sono evoluti e il costume è più semplice da gestire, si ricorra a persone del luogo. Sulle quali però viene mantenuto stretto riserbo.

Il grande e inatteso successo del 2009 ha cambiato completamente il destino del personaggio. Cooly non è scomparso con la fine del torneo, come accade di solito alle mascotte. Ha continuato a vivere negli anni successivi, è comparso in altri eventi sportivi in Svizzera (come gli Europei di atletica del 2014 o alcune edizioni della Welktlasse), è diventato una presenza familiare, quasi una figura di riferimento per il pubblico elvetico. In poco tempo la sua figura ha smesso di essere legata a una singola disciplina, il disco su ghiaccio, e ha assunto un significato più ampio, rappresentando un certo modo di vivere lo sport, più leggero e partecipativo.

Riportare in scena Cooly (che avrebbe dovuto esserci già ai Mondiali del 2020, annullati a causa della pandemia) a Zurigo e Friborgo è stata una scelta naturale. Non si tratta solo di una questione di immagine, ma anche di memoria. Ripresentarlo sul ghiaccio ha significato riattivare un legame con il passato, con l’edizione del 2009 e con tutto ciò che aveva rappresentato per il pubblico. Sì, è stato leggermente aggiornato nel design, ma Cooly è rimasto fedele a quello che era 17 anni fa: stessa energia, stessa ironia, stessa capacità di far sorridere senza bisogno di parole.

Nel corso degli anni le mascotte nello sport sono cambiate, spesso diventando più aggressive, più stilizzate, più orientate a rappresentare forza e competitività. Cooly invece no, continua a regalare qualcosa di più semplice e forse più raro: la leggerezza. E magari è proprio questo il motivo per cui, durante le pause delle partite, c’è sempre almeno un momento in cui gli occhi del pubblico vanno alla ricerca di una mucca che inciampa, si rialza e continua a danzare.

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00:43

Mondiali, Cooly intrattiene il pubblico della Swiss Life Arena (21.05.2026)

RSI Sport 21.05.2026, 11:30

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Mondiali, l’incontro di lotta svizzera tra la mascotte Cooly e Stucki Christian (18.05.2026)

RSI Sport 19.05.2026, 00:50

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Rete Uno Sport

Rete Uno Sport 21.05.2026, 07:15

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