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HCAP tra nuovi e vecchi protagonisti, l’HCL non molla mai

Il commento sul derby di Andrea Torreggiani

  • Un'ora fa
  • 49 minuti fa
DiDomenico e Carrick, sfida nella sfida

DiDomenico e Carrick, sfida nella sfida

  • Keystone
Di: Andrea Torreggiani, inviato

Appena arrivato e subito protagonista di una vittoria nel derby. Jussi Tapola, accolto forse con un po’ di freddezza da chi in pochi mesi ha dovuto dire addio dapprima alla coppia Cereda-Duca e poi a quella Landry-Matte, ha sicuramente già fatto breccia nei cuori dei sostenitori biancoblù. Chi, invece, nei cuori dei tifosi dell’Ambrì c’è già da un po’ di tempo è Chris DiDomenico, pure lui protagonista assoluto del derby numero 4 in stagione. Se in Leventina si sorride, sulle rive del Ceresio la sconfitta di ieri sicuramente fa male, ma anche questa partita ha dimostrato che il Lugano c’è ed è squadra vera.

Veni, vidi, vici

Tapola non poteva sognare debutto migliore sulla panchina dell’Ambrì che vincere il derby. Ingaggiato (tra la sorpresa generale) martedì, il tecnico finlandese non ha avuto il tempo di effettuare nemmeno un allenamento con la sua nuova squadra, la quale mercoledì ha goduto di un giorno libero dopo le due positive partite disputate a Losanna e Ginevra lunedì e martedì. Tapola ha dunque intelligentemente scelto di non stravolgere nulla nel line-up, scambiando semplicemente di linea Pestoni e Miles Müller, ma il suo arrivo, e sicuramente anche le sue parole e le sue idee, hanno indubbiamente motivato una squadra che nei primi 40’ del derby si è mangiata il ghiaccio e nei restanti 20’ ha stretto i denti e si è difesa dal tentativo di rientro del Lugano. Lugano che, continuando a parlare di allenatori, sotto la guida di Mitell è davvero tornata una squadra che non si arrende mai, anche quando le batterie sono chiaramente scariche.

DiDomenico, protagonista assoluto

A volte giustamente criticato, a volte croce e a volte delizia dei fan dell’HCAP, DiDomenico è stato il protagonista assoluto del quarto derby stagionale. Non solo per il gol e i due assist messi a referto (il top scorer ha messo lo zampino in tutte e tre le reti biancoblù), ma soprattutto per la grinta e la furbizia portate sul ghiaccio. Ieri sera il colpo da maestro, ovviamente in ottica leventinese, è stata la provocazione a gioco fermo nella quale il canadese è riuscito a far cadere Carrick. Il difensore del Lugano ha reagito, si è preso 2’ e così l’Ambrì, grazie alla scaltrezza di DiDomenico, ha evitato di dover giocare in inferiorità numerica vista la penalità rimediata pochi istanti prima da Zwerger.

La benzina scarseggia, ma il Lugano non molla

La clamorosa rimonta valsa l’attuale terzo posto in classifica dopo il difficile inizio di stagione ha fatto consumare parecchia benzina al Lugano - confrontato ultimamente anche a qualche infortunio e il cui roster non è lunghissimo - e al momento il serbatoio è fisiologicamente piuttosto vuoto. La terza sconfitta nelle ultime quattro partite dimostra che all’HCL non potrà che far bene la pausa olimpica, la quale permetterà di ricaricare le batterie in vista del rush finale del campionato. Attenzione però, perché questo Lugano è una squadra che non si arrende mai, nemmeno ora che la lancetta del serbatoio sta entrando nella tacchetta rossa. La squadra di coach Mitell lo ha dimostrato anche ieri sera, disputando un terzo tempo gagliardo e sfiorando negli ultimi secondi quel 3-3 che sarebbe valso almeno un punto. E questo è un grande, grandissimo passo avanti rispetto agli scorsi anni.

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A tutto hockey

A tutto Hockey 29.01.2026, 23:00

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