Non accade sempre e automaticamente, ma spesso e volentieri il cambio di allenatore dà una scossa. Ed è proprio quello è successo all’Ambrì, che al debutto di coach Tapola - il quale, per la verità, non ha cambiato molto visto il poco tempo a disposizione - si è imposto 3-2 nel derby della Gottardo Arena con il Lugano, portando sul 2-2 il bilancio delle sfide tutte ticinesi in questo campionato. E il meritato successo sui bianconeri è per Grassi e compagni doppiamente dolce, perché permette loro, almeno per il momento, di superare di due punti in classifica il Kloten 12o e di uscire così dalla zona playout. L’HCL è invece rimasto terzo a +1 sulla coppia Zurigo-Ginevra, ma il Friborgo secondo, vittorioso alle Vernets, è ora a +8.
Per la sua prima sulla panchina biancoblù Tapola, che prima dell’ingaggio d’inizio aveva visto la sua nuova squadra sul ghiaccio solo durante il warm-up di questa mattina, ha scambiato di posto Pestoni (schierato in linea con Kostner e Grassi) e Miles Müller (in pista al fianco di Heim e Zwerger). In porta il coach finlandese, il quale ha dovuto rinunciare agli infortunati Bürgler e Zgraggen, ha dato fiducia a Philip Wüthrich, mentre in difesa si è rivisto Terraneo, preferito a Isacco Dotti, appena diventato padre per la seconda volta. In casa HCL Mitell, sempre privo di Canonica e Kupari, ha invece ritrovato Marco Zanetti, con Jesper Peltonen tornato dunque a giostrare in retrovia e Meile finito in sovrannumero. Pronti, via e il derby numero 263 si è aperto con 4’ di superiorità numerica bianconera, ma con il 2’+2’ rimediato da De Luca finito da appena 1” sono stati i biancoblù a passare in vantaggio. In gol al 4’40” è andato Miles Müller, ben servito da DiDomenico dopo un erroraccio di Alatalo. Neanche 2’ dopo però l’HCL è tornato in parità grazie a Emanuelsson, lasciato troppo libero dalla retroguardia leventinese. Le due squadre hanno poi dato vita a un resto di primo tempo intenso, ricco di occasioni e piacevole da seguire, ma privo di altri gol, anche per la bravura di entrambi i portieri.
Nonostante fosse alla terza partita in quattro giorni l’Ambrì ha cominciato il periodo centrale spingendo decisamente sull’acceleratore, mettendo il Lugano alle corde e trovando al 23’45”, dopo un paio di occasioni sprecate, il 2-1 con DiDomenico su assist di Terraneo. I leventinesi, molto più lucidi e reattivi dei sottocenerini, hanno continuato a fare la partita e a metà confronto solo due big save di Schlegel hanno impedito loro di portarsi sul 3-1. Parso a tratti in apnea, l’HCL nonostante i tanti errori commessi è però stato bravo a stringere i denti e a rimanere in qualche modo aggrappato alla partita. Anche aiutato un po’ dalla fortuna, come in occasione del palo colpito da Pezzullo a 3’ dalla seconda sirena. Nel terzo periodo la musica è cambiata, con i bianconeri che hanno provato a prendere in mano l’iniziativa e l’Ambrì che è stato chiamato a lavorare maggiormente in difesa. Con il passare dei minuti i padroni di casa hanno iniziato ad accusare un po’ di stanchezza e la pressione degli ospiti, in pista con sole tre linee offensive, è cresciuta costantemente, ma Wüthrich ha sventato ogni minaccia. A 2’57” dalla terza sirena coach Mitell ha allora chiamato il time out e si è giocato il tutto per tutto togliendo già Schlegel, ma la mossa non ha funzionato, perché Formenton poco dopo è andato a segno a porta vuota. Il 3-2 al 59’24” di Simion, sempre con il Lugano senza portiere, ha però riacceso un finale nel quale i bianconeri hanno solo sfiorato, con lo stesso numero 94, quella che sarebbe stato un clamorosa rimonta.

NL, l’intervista a Inti Pestoni (29.01.2026)
RSI Sport 29.01.2026, 22:24

NL, l’intervista a Giovanni Morini (29.01.2026)
RSI Sport 29.01.2026, 22:14
Legato a Sport e Musica del 29.01.2026








