Hockey

Russia davvero troppo forte?

Semifinali oggi a Minsk: la Svezia di Klasen ci prova

  • 24.05.2014, 11:09
  • 4 maggio, 13:22
Yevgeni Malkin

Yevgeni Malkin

  • Keystone
Di: RSI Sport 

dall’inviato Piergiorgio Giambonini

MINSK In un Mondiale sicuramente tra i più generosi di sempre di risultati a sorpresa, ecco dunque che al “Final 4” che va in scena nel weekend sono comunque approdate le quattro nazioni che negli ultimi sei anni si sono spartite i titoli iridati, ovvero Russia (campione nel 2008 e 2009 con Bykov alla transenna, e di nuovo nel 2012 con Bilyaletdinov), Cechia (2010 con l’attuale coach Ruzicka), Finlandia (2011 con Jukka Jalonen) e Svezia (lo scorso anno e già alla guida di questo Marts che ha tutto meno che dell’uomo di hockey e che invece…).

Sulla carta, la sfida d’apertura delle odierne semifinali tra Russia e Svezia ha allora il sapore di una finale anticipata, perché son state queste due le squadre finora più convincenti. Con la “Sbornaja”, ora affidata al lettone Znaroks, a partire evidentemente favorita in considerazione di quanto fatto finora in questo primo torneo del nuovo corso e di un dopo-Sochi che grida appunto vendetta assieme a quel 3-8 incassato dagli americani dei quarti di Stoccolma... Riassumendo: 8 vittorie piene in 8 partite, miglior attacco (ora rinforzato perdippiù dall’arrivo di Malkin e dal rientro nel quarto di finale di Ovechkin, autore di 3 reti e 6 assist nelle sue prime 6 partite), miglior percentuale realizzativa, top-scorer del torneo (7 gol e 8 assist per Tikhonov, esordiente ai Mondiali e di nome Viktor come il leggendario nonno), miglior difesa (appena 7 reti subìte, e solo 2 negli ultimi quattro incontri!), miglior portiere (Bobrovski con uno stellare 95.45%) e miglior box-play del torneo. In poche parole: questo Mondiale questa Russia lo può solo perdere.

Da parte sua la Svezia si può e si deve affidare al (tradizionale) pragmatismo che l’ha accompagnata finora: solidità difensiva (la seconda migliore, al pari del box-play e del portiere Nilsson) e lampi offensivi del futuro bianconero Linus Klasen (con 2 reti e 7 assist ora top-scorer della squadra, e primo a pari merito pure con il suo +4) e compagnia bella, a cominciare da quello che è stato finora il power-play più produttivo del Mondiale. Per i campioni del mondo in carica, l’unica vera certezza, ed eventuale consolazione, al momento è che con l’eliminazione del Canada (la quinta consecutiva nei quarti di finale!!!) resteranno loro gli unici detentori della storica doppietta Olimpiadi-Mondiali nello spazio di tre mesi, confezionata nel 2006 sull’asse Riga-Torino e con Beng-Ake Gustafsson alla transenna.

L’altra semifinale mette invece a diretto confronto due squadre che finora non hanno mai convinto per davvero, ma che ciononostante, dopo aver addirittura rischiato di non approdare ai playoff, si ritrovano ora addirittura a caccia di medaglie. E questo per meriti propri quanto per demeriti del tandem nordamericano affrontato ed appunto eliminato giovedì nei quarti, quando nel periodo centrale la Cechia ha saputo approfittare alla grande prima della penalità di partita del capitano americano Adberkader per passare dall’1-1 al 3-1, e poi di un successivo power-play regalatogli da Nelson per salire sul 4-1; e quando la Finlandia, in una partita a lungo “dettata” dagli avversari, è stata improvvisamente rianimata dal 2-2 regalatole al 41’ dal portiere canadese Scrivens, trovando poi quello decisivo al 57’.

Ma intanto i cechi (che finora hanno chiuso una sola partita con 2 reti di scarto, ovvero il 2-0 all’Italia) tornano appunto a giocare una semifinale dopo i quarti persi a Stoccolma (dalla Svizzera…) e Sochi, mentre i finlandesi disputano – bronzo olimpico compreso – la loro quarta consecutiva.

COSI OGGI IN SEMIFINALE:

Russia – Svezia 13h45

Cechia – Finlandia 17h45

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