Hockey svizzero

Un presidente così non si rimpiazza facilmente

L’editoriale di Loris Prandi sulla fine del mandato di Filippo Lombardi

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Si è chiusa un'era

Si è chiusa un'era

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Di: Loris Prandi 

Da due settimane, ossia dal ritiro di Walter Frey a Zurigo, è diventato il presidente in carica da più tempo. Al vertice di uno dei sodalizi di maggior tradizione dell’hockey svizzero, Filippo Lombardi era arrivato nel 2009 attraverso la commissione in cui con altri cercava il successore di Gian Paolo Grassi. Riscoprendo le proprie origini leventinesi, l’allora Consigliere agli Stati aveva deciso di lanciarsi e di candidarsi personalmente. Dopo la sorpresa iniziale, un Hockey Club Ambrì-Piotta da tempo in lotta per la sopravvivenza a causa di costi sempre più proibitivi vide nascere la presidenza più lunga della propria storia, impersonata in un uomo forte come in precedenza era stato soltanto Emilio Juri.

E ci volle davvero una forza immane per affrontare e superare le prime annate, sempre a rischio di una retrocessione nel campionato cadetto che avrebbe verosimilmente segnato la fine del club. Stagioni complicatissime in cui Lombardi cominciava a barcamenarsi – talvolta mal consigliato - nella giungla del mercato e nell’arena delle passioni dell’hockey, così diverse dagli ambiti a cui era abituato. Simbolica la salvezza ottenuta all’ultimo respiro nello spareggio del 2011 con il Visp.

Titanico il lavoro svolto su tre fronti: consolidamento sportivo, stabilizzazione economica (con la licenza che oggi arriva regolarmente in prima istanza nonostante l’enorme grana del Covid che ha impedito di appianare i debiti) e l’indispensabile nuova pista diventata realtà nel 2021, essenzialmente grazie all’incrollabile e caparbia opera di Lombardi che la volle griffata Mario Botta.

La Gottardo Arena, voluta dal popolo biancoblù che in una storica assemblea a Giornico decise che l’Ambrì non si doveva spostare, rimarrà come un monumento alla passione e all’opera di un presidente instancabile, qualche volta troppo sanguigno nella comunicazione ed esuberante (chi si ricorda della sciarpa biancoblù messa al collo di Vladimir Putin?) ma che l’Ambrì lo ha sentito sempre più suo (tra l’altro con una storica vittoria alla Coppa Spengler).

Fu lui a volere e sostenere per molti anni la gestione sportiva nostrana, con Paolo Duca direttore sportivo e Luca Cereda allenatore, ed è forse proprio stata la fine indegna di quel rapporto a segnare la conclusione di una presidenza che tra poco più di tre settimane diverrà onoraria. Sostituirlo non sarà facile.

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02:10

NL, l'editoriale di Loris Prandi sulle dimissioni di Filippo Lombardi (TG Notte Sport 15.01.2026)

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Le dichiarazioni di Filippo Lombardi (Rete Uno Sport 16.01.2026, 09h00)

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