Nel precedente articolo abbiamo già parlato di potenza del motore e della sua parte elettrica. Entriamo quindi nei particolari per conoscere meglio una delle novità più importanti ed attese della Formula 1 2026: la power unit. Come in passato i bolidi della massima serie automobilistica saranno dotati di un motore ibrido da circa 1’000 cavalli. La proporzione tra la parte endotermica e quella elettrica diventa però ora quasi paritaria, con la capacità della batteria che è stata aumentata a 350 kW (quasi il triplo dell’anno scorso). Il motore a combustione V6 turbo da 1,6L è invece stato confermato, ma la sua potenza è stata ridotta tramite alcuni limiti (come la diminuzione del flusso di benzina in entrata, materiali meno performanti, minore compressione nei cilindri e meno pressione nel turbo). È invece stato eliminato l’MGU-H, che permetteva di ridurre i tempi di risposta del turbo in seguito all’accelerazione del pilota (il turbo lag). Questo elemento non era infatti interessante per i costruttori dati gli alti costi di sviluppo e la poca rilevanza sui modelli da strada, anche se non è ancora chiaro come e se verrà compensata questa assenza.
Questi motori saranno alimentati da carburanti al 100% sostenibili prodotti sinteticamente (e-fuel) oppure a partire da rifiuti urbani e biomasse non alimentari (bio-fuel). Ogni team potrà scegliere quale variante utilizzare e sviluppare poi di conseguenza il proprio propellente.
Per cercare di evitare distacchi enormi per tutta la stagione e il dominio di una, o comunque poche, scuderie, la FIA ha inoltre previsto il sistema ADUO. Ogni 6 gare verranno misurate le prestazioni dei V6 e le squadre più in difficoltà potranno beneficiare di ore di sviluppo supplementari nel periodo successivo per cercare di ridurre il gap prestazionale.
Formula 1, la presentazione della stagione 2026 (La Domenica Sportiva 02.03.2026)
RSI Sport 02.03.2026, 14:18

