Battezzata Celestina, ma conosciuta da tutti come “Mimi”, Lepori Bonetti fu una figura poliedrica votata alla salvaguardia dei diritti civili e sociali. Diplomata come assistente sociale all’Università di Friburgo nel 1972, nel biennio successivo lavorò per il Dipartimento delle Opere Sociali del Canton Ticino nel coordinamento degli istituti minorili, ruolo che detenne per due anni prima di rientrare a Friburgo per conseguire la laurea in scienze sociali. Il suo ritorno in Ticino nel 1976 segnò l’inizio di una carriera durata quarant’anni nel settore sociale e nell’aiuto umanitario, impegno destinato a confluire nella carriera politica.

Dal 1976 al 1996, Lepori fu co-responsabile di Caritas Ticino, dove implementò una rete di solidarietà dedicata all’accoglienza delle persone migranti, in particolare nel caso della migrazione dal sud-est asiatico alla fine degli anni Settanta1, nonché all’assistenza delle vittime di catastrofi naturali e dei disoccupati. Dal 1996, invece, fu fondatrice e direttrice dell’associazione di consulenza sociale no profit Consono; al contempo, dal 1999 al 2007, presiedette la neonata Federazione delle ONG della Svizzera italiana (FOSIT). Si contano inoltre numerose cariche di presidenza in varie altre associazioni a sfondo sociale e sanitario, tra cui la Fondazione San Gottardo per l’accoglienza delle persone disabili, nonché una fervente attività all’interno di commissioni universitarie per le istituzioni della Svizzera italiana. Una carriera ricca di stimoli e iniziative per migliorare la qualità della vita di tutti gli abitanti del Cantone.
Nel 1983 ebbe inizio un altro capitolo importante della vita di Lepori: la carriera politica, apertasi con l’elezione in Gran Consiglio per il Partito Popolare Democratico, in cui mantenne il seggio per tre mandati. Da subito entrò a far parte della Commissione della Legislazione e della Commissione speciale in materia sanitaria, impegnandosi in favore di una varietà di cause che spaziavano dalla povertà relativa alla migrazione, dal riconoscimento sociale delle famiglie monoparentali alla tutela dei soggetti giuridici meno rappresentati, fino alla parità dei sessi. Di quest’ultimo ambito si occupò particolarmente tra il 1985 e il 1989, quando prese parte alla prima commissione per lo studio della condizione femminile, istituita dal Consiglio di Stato.
Tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta, la sua carriera politica prese un ulteriore slancio in ascesa con la promozione alla vicepresidenza del PPD, di cui fu la prima donna a ricoprire l’incarico, e l’elezione in Consiglio Nazionale, che ottenne nel 1993 in sostituzione a Gianfranco Cotti. Nonostante la mancata riconferma del mandato nel 1995, Lepori continuò con le sue svariate attività nella politica e nel settore sociale, occupandosi anche di temi concernenti l’invecchiamento.
Fervente cattolica e membra devota di Comunione e Liberazione, Lepori abbracciò totalmente la virtù cristiana della caritas, applicandola alla sua missione di vita di aiutare il prossimo.




1‘Incontro con i profughi al centro di Montarina. Pronti a iniziare una nuova vita ma sperano in un Vietnam libero’. Gazzetta Ticinese, 30.11.1979.






