Per quanto il Festival di Sanremo si chiami tuttora della canzone, sono lontani i tempi in cui tre o quattro interpreti portavano sul palco tutti i brani in concorso.
È invece rimasta l’etichetta di annunciarne autrici e autori: cerimoniale che ci ha reso familiari nomi come Federica Abbate, Andrea Bonomo, Davide Petrella – che a Sanremo 2026 hanno co-firmato due canzoni ciascuno, al pari di Marco Davì, Alessandro La Cava, Merk & Kremont – o Edwyn Roberts, primatista di questa edizione con tre brani.
Solo uno di loro sa cosa vuol dire salire su quel palcoscenico. Diversi ci sono andati vicini con Sanremo Giovani – concorso a svolgimento intermittente e nome variabile che seleziona, in autunno, alcuni esordienti per il Sanremo successivo – ma uno è stato in gara, nel 2008.

Una copia del primo e unico album di Andrea Bonomo (EMI).
Andrea Bonomo, cantautore insubre poco meno che trentenne, si presentò come un musicista dal passato heavy metal. Un bagaglio forse percettibile nei pezzi del suo album di debutto “11-12” ma curioso, per uno che approdava a Sanremo con una canzone dedicata a sua madre.

Anna? È la mia mamma
RSI Archivi 06.03.2008, 10:00
Contenuto audio
“Anna” fu eliminata in sezione giovani alla prima serata. Ma quel disco, pur sempre pubblicato da una cosiddetta major, fu il prologo di una feconda carriera da autore per Giuliano Palma, Eros Ramazzotti, Nek, Annalisa e sporadicamente molte e molti altri.






