È stata la mano di Dio

L'ultimo film di Sorrentino disponibile nelle sale e su Netflix

È vero che Paolo Sorrentino aveva già detto tutto nel suo discorso agli Oscar del 2014, quando vinse il premio al miglior film straniero con La grande bellezza: “Grazie alle mie fonti di ispirazione Federico Fellini, Talking Heads, Martin Scorsese e Diego Armando Maradona. Grazie a Roma e a Napoli. Questo premio è dedicato ai miei genitori.”

Proprio i genitori, Napoli, Maradona e il cinema sono gli ingranaggi che muovono il meccanismo di È stata la mano di Dio, pellicola che rappresenta una svolta per la sua poetica, e senza dubbio una delle sue opere più importanti. Già, perché dopo La grande bellezza Sorrentino ha girato diversi film e il mondo, omaggiando le altre icone presenti nel suo discorso (pensiamo ai Talking Heads di This must be the place), ma anche rimanendo un po' incastrato nello stile magniloquente di quello che gli ha dato – peraltro giustamente – fama internazionale. Ora invece il suo cinema sterza di nuovo, e anche se i primi cinque minuti sembrano riportarci al “solito” Sorrentino (quello più simile all'arcinota caricatura che ne fa il comico televisivo italiano Maurizio Crozza), poi le cose cambiano, e appare chiaro che questo è un film diverso e migliore dei precedenti.

Probabilmente dipende dal fatto che si tratta di un racconto personale, fondamentale per la vita del regista: il protagonista è un ragazzo adolescente nella Napoli degli anni Ottanta, che dovrà affrontare una tragedia familiare inevitabilmente destinata a segnare la sua vita. È la biografia di Paolo Sorrentino che diventa autofiction, certo, ma lo fa ritrovando un equilibrio tra le esigenze estetiche e quelle narrative, soprattutto riscoprendo l'ironia che nel compiacimento delle opere precedenti veniva sempre rincorsa, quasi mai raggiunta. Qui invece diventa la chiave per dare corpo e vita vera alla storia. Il resto lo fanno gli attori, la fotografia, i costumi di questo Amarcord dolente. Il riferimento a Federico Fellini non è affatto casuale.

È stata la mano di Dio (Italia/2021)
Regia: Paolo Sorrentino
Interpreti: Filippo Scotti, Toni Servillo, Teresa Saponangelo
Durata: 130'

 
Michele Serra
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