Cadrò sognando di volare

Il nuovo romanzo di Fabio Genovesi

Abbiamo imparato a conoscere ed apprezzare Fabio Genovesi - nato a Forte dei Marmi, classe 1974 - (autore di Versilia Rock City e Esche vive ) con Chi manda le onde un romanzo traboccante di storie e personaggi, sospeso tra il sogno e il ricordo di lui bambino, alle prese con la magia del vivere.
E lo ritroviamo in Cadrò, sognando di volare (Mondadori) con il suo io narrante ormai 24enne, studente in giurisprudenza senza alcun entusiasmo, che per evitare il servizio militare viene spedito in un ospizio per preti in cima alle montagne. Qui incoccia con Don Basagni, un ex missionario ottantenne di poche parole, ruvido e lunatico, che bistratta tutti tranne che Gina, una bambina che si crede una gallina. Fabio riesce ad entrare in contatto con lui solo grazie alla comune passione per il ciclismo, trovando in Pantani (il Pirata) l'incarnazione di un sogno. Pantani sarà colui che sposta continuamente "il terribile confine tra il possibile e l'impossibile, tra quel che vorremmo fare e quel che si può".

Non per nulla il titolo del romanzo - Cadrò sognando di volare - è "rubato" ad Alfonso Gatto che raccontando il Giro d'Italia del 1947 scriveva: "cadrò, cadrò sempre fino all'ultimo giorno della mia vita, ma sognando di volare".

Con una scrittura che travolge Fabio Genovesi ci racconta qui cosa significhi e comporti credere in qualcosa, e poco conta che questo "qualcosa" si realizzi davvero oppure no.

L'intervista è di Rossana Maspero.

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