Eden per tutti

Un film di Rolf Lyssy, in streaming su Playsuisse

Non è necessario conoscere e citare le già sovracitate Lezioni americane di Calvino (“ leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall'alto, non avere macigni sul cuore” etc. etc.), per apprezzare la leggerezza. Infatti il grande pubblico – per quanto nel nostro paese si possa parlare di “grande” pubblico, visti i numeri – ha molto apprezzato l'ultimo film di Rolf Lyssy.

Altrettanto superfluo è sottolineare come Lyssy, ottantacinquenne, con Eden per tutti e la sua leggerezza abbia ottenuto l'ultimo successo della sua carriera, già brillantissima dall'arcinoto I fabbricasvizzeri in poi, un classico da quando alla fine dei Settanta staccò poco meno di un milione di biglietti, riproposto con passaggi televisivi periodici.

In fondo il centro di gravità dell'umorismo di Lyssy non si è spostato molto, negli ultimi quarant'anni: il regista zurighese ama prendersi gioco dei pedanti, di chi passa il tempo a cercare di controllare la vita propria e del prossimo. Una caratteristica che il comune sentire vuole tipica del popolo svizzero, anche se - a dire il vero - uno dei personaggi più rigidi di questo Eden per tutti è chiaramente l'italosvizzero Franco, intepretato da Pablo Aguilar.

L'Eden del titolo è un microcosmo di orti familiari, frequentato da una studentessa (e autista di autobus part-time) che si occupa della nonna affetta da episodi di demenza. Sarà lei a fare da catalizzatore per una piccola rivoluzione, destinata (forse) a sconfiggere le già citate rigidità e ad abbattere qualche steccato, più o meno metaforico.

Ma dicevamo, la leggerezza: è la cifra di Eden per tutti, commedia lontanissima da qualsiasi ossessione contemporanea per le sceneggiature ipercomplesse, per le situazioni controverse. Non sarà un prodotto particolarmente originale – su più livelli, visto che il regista ha ammesso di essersi ispirato al documentatio del 2010 “Our garden of Eden” di Mano Khalil, dopo aver ricevuto diverse critiche al riguardo – né destinato a rivoluzionare il cinema svizzero, però è facile comprenderne il successo. Non tutti i Grandi Vecchi del cinema sono Jean-Luc Godard, e tutto sommato va bene così.

Michele Serra
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