Il sogno della materia

Adriano Kestenholz omaggia Vincenzo Vela con un progetto crossmediale

Prossimamente (in date da confermare) nelle sale del Museo Vincenzo Vela di Ligornetto verrà presentata al pubblico la videoinstallazione musicale “Vincenzo Vela. Il sogno della materia” del regista Adriano Kestenholz.

L’opera, focalizzata su alcuni dei più importanti gessi di Vincenzo Vela, trasfigurati da proiezioni video, porta il visitatore a muoversi in un luogo onirico di luci ed ombre dove si amalgamano, sul filo della musica, prossimità e lontananze, spazi reali e spazi immaginari.

La videoinstallazione è parte di un progetto più ampio e composito, che include un video musicale e una serie di clip che potete esplorare qui di seguito. Il progetto è stato realizzato dalla Aleph film in coproduzione con RSI radiotelevisione svizzera e la partecipazione del Museo Vincenzo Vela.

Il video musicale

Intitolato Vincenzo Vela: il sogno della materia,  il documentario si presenta come un video musicale ispirato all'opera dello scultore Vincenzo Vela (1820-1891).  Realizzato in occasione del Bicentenario della nascita dell’artista, esso si avvale di una composizione originale di Andreas Pflüger.

Le opere plastiche dello scultore ticinese vengono rivisitate sul filo della composizione musicale, in un continuo raffronto tra i modelli in gesso conservati nella casa-museo dell'artista e le rispettive opere allocate in vari luoghi d'Italia, Svizzera e Francia.

All'incrocio tra documentario d'arte e performance musicale questo video traghetta lo spettatore in una geografia immaginaria - quasi atlante dell’opera di Vela - in cui si incontrano il lontano e il vicino, materia plastica e spettralità.

Le parole vocalizzate dal soprano (Laura Catrani) sono tratte dalle lettere di Vincenzo Vela e vengono a costituire una sorta di texture sonora, vaga allusione a un flusso di coscienza dell’artista e al suo impegno etico nell’arte del suo tempo. Il documentario andrà in onda in Paganini (RSI, LA1, ore 10:30) domenica 24 gennaio e sarà poi fruibile su questa pagina.

Vincenzo Vela: il sogno della materia

Vincenzo Vela: il sogno della materia

Video musicale di Adriano Kestenholz

Le clip per il web

Alla base delle clip, così come del documentario, vi è la musica intesa come linguaggio capace di interpretare e ampliare emotivamente la portata iconografica, simbolica ed estetica dell’opera plastica di Vincenzo Vela. La composizione originale, per soprano e ensemble strumentale di Andreas Pflüger (Basilea, 1941), si ispira a sette tematiche dell’opera dello scultore ticinese, segnatamente il tema della scultura allegorica, dei grandi monumenti alle figure del risorgimento, della rivolta e del riscatto degli eroi, della fisiognomica, dell’educazione e del potere, dell’innocenza dell’infanzia e dell’immanenza dei grandi monumenti funebri.

1. Allegoria: la statua di Antonio Allegri detto "Il Correggio" e quella di Giotto, oltre a monumenti alla memoria dei due grandi maestri, in questo primo sogno, diventano figure allegoriche dell'artista che si espone al giudizio del pubblico. Nella figura dell’Armonia Dolente, sovrastante il cenotafio di Donizetti, le sette note musicali, orfane del loro maestro, sono rappresentate da sette putti piangenti così come nella Scienza Dolente la figura muliebre diventa personificazione della scienza, vera e propria religione laica nel clima positivista del secondo ottocento.

Allegoria

Allegoria

Il sogno della materia, di Adriano Kestenholz

2. Pantheon risorgimentale: il secondo sogno della materia verte intorno alle grandi figure della storia del Risorgimento. Nelle monumentali statue di Gioacchino Murat, di Vittorio Emanuele II, di Re Carlo Alberto, dell’Alfiere dell’Esercito Sardo e di Garibaldi, emerge la grande maestria di Vincenzo Vela per la statuaria di ordine e misura colossale, come se in essa si riflettesse il fuoco e il moto della storia.

Pantheon risorgimentale

Pantheon risorgimentale

Il sogno della materia, di Adriano Kestenholz

3. Calchi di memoria: il commovente Monumento alle Vittime del lavoro, concepito da Vincenzo Vela senza aver ricevuto commissione alcuna e fuso in diverse versioni bronzee solo dopo la sua morte, lo Spartaco, figura in arme dello schiavo conduttore di rivolta, e la statua di Guglielmo Tell, che dal lungolago di Lugano rivolge lo sguardo alle Alpi, assurgono, in questo terzo sogno, a simboli del riscatto e della rabbia degli eroi.

Calchi di memoria

Calchi di memoria

Il sogno della materia, di Adriano Kestenholz

4. Fisiognomica: nei volti, negli sguardi, nelle pose e nei gesti di uomini comuni e di uomini di scienza, di politici e di poeti, Vincenzo Vela coglie le profonde pieghe dell’anima - oltre la somiglianza, oltre la superficie dell’apparire. In ciascuno dei suoi modelli, cattura il ritmo della vita, il temperamento, le disposizioni più segrete. Nel quarto sogno si palesa l’indole ideale del diciannovesimo secolo.

Fisiognomica

Fisiognomica

Il sogno della materia, di Adriano Kestenholz

5. Tributo allo spirito assoluto: educazione e politica, con il busto di Stefano Franscini posto in una nicchia dello scalone al Liceo Cantonale di Lugano, la legge è nell’ordine delle cose, come la proporzione è per l’arte. Gli ultimi giorni di Napoleone, figura seduta al vero, allocata in un corridoio del Castello di Versailles, ricordano che nulla è stato invano, nemmeno il potere. Nel quinto sogno la materia è l’ineffabile della storia.

Tributo allo spirito assoluto

Tributo allo spirito assoluto

Il sogno della materia, di Adriano Kestenholz

6. Dentro lo specchio: in questo sogno, il candore della vita si specchia nelle pose aggraziate di marmoree figure femminili. Nel rappresentare i momenti pensosi della Desolazione, nel cogliere l’atto di fede giovanile della Preghiera del mattino e il giocoso gesto di Leopoldina d’Adda con il cane, l’artista condensa innocenza e leggiadria che si esprimono così anche nella Flora, dove tutt’intorno è speranza, fonte di eterna giovinezza.

Dentro lo specchio

Dentro lo specchio

Il sogno della materia, di Adriano Kestenholz

7. Elegia funeraria: i monumenti funerari dedicati a Maria Isimbardi d’Adda, Tito Pallestrini, Antonio Rosmini e a Maria Beatrice Giulini della Porta, assieme all’esile figura dell’Ecce Homo, di cui una copia sovrasta la stessa tomba di Vincenzo Vela, sono nel contempo memoria e monito, memento mori. Fatalmente sottoposta alla consunzione del tempo, in quest’ultimo sogno, la scultura esprime anche la propria effimera dimensione di ricordo impresso nella pietra.

Elegia funeriara

Elegia funeriara

Il sogno della materia, di Adriano Kestenholz

Direttore d’orchestra: Alessandro Calcagnile
Laura Catrani, soprano
Linda Hedlund, violino
Claude Hauri, violoncello
Giovanni Mareggini, flauto
Antonio Faillaci, tromba
Simone Beneventi, percussione
Flavio Tanzi, percussione
Marco Sitzia, percussione
Registrazione presso RSI Studio 2
Tonmeister: Lara Persia

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