Johann Heinrich Fussli, Tiresia predice il futuro a Ulisse, 1804
Johann Heinrich Fussli, Tiresia predice il futuro a Ulisse, 1804 (Cardiff, National Museum of Wales)

Ulisse, l’arte e il mito

In mostra a Forlì fino al 31 ottobre

Da oltre tremila anni la figura di Ulisse non cessa di destare fascino e stupore. Mito sfaccettato e multiforme, l’eroe omerico nel corso dei secoli è stato interpretato e, soprattutto, raffigurato in innumerevoli modi diversi. Miriadi di artisti, dall’antichità ai giorni nostri, ne hanno narrato e rappresentato le gesta. Una splendida occasione per capire la sconfinata eco che la figura iconica di Ulisse ha avuto nella storia della cultura occidentale è oggi offerta dalla mostra “Ulisse. L’arte e il mito”, in corso fino al 31 ottobre ai Musei San Domenico di Forlì.

Si tratta di un progetto espositivo maestoso e complesso, ambizioso e traboccante di opere meravigliose, che permette di compiere, accompagnati dall’astuto Odisseo, ma anche da Penelope, Polifemo, Circe, le Sirene, Tiresia, Atena, Nausicaa, Telemaco, un autentico viaggio nella storia dell’arte: dalle urne etrusche agli affreschi di epoca romana, dal Rinascimento alla ricchezza barocca fino al Novecento, attraverso un percorso che mescola pittura, scultura, miniature, mosaici, arazzi, ceramiche e opere grafiche.

 

Sala dopo sala, scopriamo quanto il mito di Ulisse sia entrato con forza nell’immaginario collettivo di ogni tempo, esprimendo il perenne desiderio dell’uomo di sfidare l’ignoto, la capacità di affrontare le peripezie e superare le paure. A testimoniarlo sono opere preziose come l’Ulisse di Sperlonga, del I secolo d.C., il Concilio degli dei di Rubens, le Muse inquitanti di Giorgio de Chirico, e tantissimi altri capolavori di artisti del calibro di Pinturicchio, Primaticcio, El Greco, Canova,  Füssli, Hayez, Ingres, Savinio, Sironi, Paladino e Bill Viola, solo per citarne alcuni. Una mostra da vedere assolutamente.

Francesca Cogoni
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