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Un anno senza Francesco, Papa rivoluzionario o no?

21 aprile, un anno che Papa Francesco non c’è più

  • Oggi
  • Paolo Rodari, Stefano Franchini

Un Papa che molti hanno definito “rivoluzionario”.

Ma è stato davvero così?

Non sono pochi quelli che rispondono di no.
Perché, in fondo, Bergoglio non ha cambiato la dottrina della Chiesa.

Non ha aperto alle donne prete.
Non ha abolito il celibato.
Non ha modificato la morale sessuale.
Non ha cambiato ciò che il catechismo afferma su aborto ed eutanasia.

E allora?
A parte essere stato il primo Papa sudamericano, il primo argentino, il primo gesuita, è stato o non è stato un rivoluzionario?

La risposta è chiara: sì, lo è stato.
E a tal punto che, a volte, si ha l’impressione che molti, dentro la Chiesa, non aspettassero altro che il momento in cui il suo vento di novità si placasse per poter tornare indietro.

È vero, Francesco non ha cambiato la dottrina.
Ma il suo stile è stato un cambiamento sostanziale.

Lo stile dell’apertura e dell’accoglienza.
L’idea che nella Chiesa ci sia posto per tutti, indipendentemente dalla loro “carta d’identità” o dal loro stato di vita.

Non ha cambiato la morale sessuale, è vero.
Ma quando un Papa invita a pranzo persone transessuali, dopo aver mandato loro dei soldi durante il Covid perché non avevano più clienti lungo la strada, quel gesto è o non è un enorme cambiamento?

Gli esempi potrebbero essere molti.
Uno lo riassume tutti.

Interrogato da me nel 2023 per i dieci anni di pontificato sulla RSI, rispose così alla domanda:
“Che cosa ho voluto portare nella Chiesa?”

La sua risposta fu semplice e radicale:
“L’idea che essa è per tutti, per tutti, per tutti.”

Questa è stata la sua rivoluzione.
La stessa del Vangelo.

Gesù veniva criticato per gli stessi motivi per cui è stato criticato Francesco:
sedeva a mensa con i peccatori, mangiava con le prostitute.
Faceva, insomma, cose rivoluzionarie.