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Zidane gioca a Locarno, un festival che ama il calcio

In attesa di rivedere il documentario sul campione francese, con cui il produttore Sigurjón Sighvatsson ha deciso di celebrare il suo Raimondo Rezzonico Award, ecco tutte (o quasi) le volte in cui il Locarno Film Festival è sceso in campo, 11 contro 11

  • Oggi, 12:00
  • Oggi, 12:22
"Zidane, un portrait du 21ème siècle", 2006

"Zidane, un portrait du 21ème siècle", 2006

  • IMAGO / Allstar
Di: Alessandro De Bon 

Sarà proiettato oggi sabato 8 agosto Zidane, un portrait du 21ème siècle, in occasione del premio assegnato al produttore Sigurjón “Joni” Sighvatsson. Appuntamento al Gran Rex alle 17:00.

Zinédine Zidane in scena a Locarno. Non lui, impegnato a disegnare la nuova Francia del pallone, ma la sua storia raccontata in Zidane, un portrait du 21ème siècle, di Douglas Gordon e Philippe Parreno. Un film vecchio vent’anni ma di nuovo attuale grazie al Premio Raimondo Rezzonico 2026: Sigurjón “Joni” Sighvatsson, il produttore che quel film l’ha pensato e voluto; la folle mente lucida che il 25 aprile 2005, piazzando dal primo all’ultimo minuto di Real Madrid-Villareal 17 telecamere su di lui, Zizou, ha saputo rompere uno dei più grandi tabù cinematografici: raccontare il calcio.

Un tabù che al Locarno Film Festival ha tremato più volte. Per quanto lo schermo di Piazza Grande sia grande come uno da basket, e non da pallone, su quel campo verticale negli anni 2000 il tempo cinematografico si è sincronizzato più volte con i celebri 90 minuti. Una delle prime se la ricordano in molti; era il 2002 e Piazza Grande - a proposito di giganti del pallone - sognò David Beckham insieme a una giovanissima Keira Knightley, protagonista di Bend It Like Beckham (ancora non c’era il titolo italiano, Sognando Beckham, appunto) di Gurinder Chadha, un film che piacque talmente al pubblico da meritarsi il Prix du Public UBS. Al tempo Knightley era poco più di una sconosciuta diciassettenne, ma pochi mesi dopo sarebbe salpata verso la carriera che conosciamo a bordo della Perla Nera di Pirati dei Caraibi. Poi, un anno dopo, doppietta per il cinema nel pallone: nel 2003 infatti il Prix du Public UBS andò a Das Wunder von Bern, di Sönke Wortmann, la storia della Storia che andò in scena al Wankdorfstadion di Berna, quando la Germania dell’Ovest di Fritz Walter e l’Ungheria di Ferenc Puskás si scontrarono nella finale dei mondiali di calcio del 1954 (3-2 per i tedeschi, ndr).

Eric Cantona a Locarno, 2012

Eric Cantona a Locarno, 2012

  • KEYSTONE/Urs Flueeler

Nel 2012 un gigante del pallone scese in campo a Locarno per davvero, con tanto di red carpet, e non solo in un titolo: Éric Cantona. Tutti lo ricordano per Il mio amico Eric, di un abitué del Festival come Ken Loach, ma a Locarno King Eric arrivò con Les Mouvements du bassin di HPG, attore, regista e produttore del cinema porno che quella volta fece uno strappo alla regola e partecipò al Concorso Cineasti del presente con qualcosa di più sobrio – per quanto possa essere sobrio qualcosa con Cantona.

"Keeper" di Guillaume Senez, 2015

"Keeper" di Guillaume Senez, 2015

  • IMAGO / Album

Nel 2015 il pallone rotolò di nuovo tra i concorsi, con ben due film. Il primo era Keeper di Guillaume Senez, che si giocò il Pardo d’Oro con la storia di Maxime, adolescente in bilico tra l’ormone e i guantoni, giovane portiere con un futuro nel calcio professionista e giovane innamorato che il futuro l’ha anticipato un po’ troppo, aspettando un figlio dalla sua fidanzata Melanie. Intrecci tra padre, figlio e pallone, che giocavano anche in O Futebol di Sergio Oksman, ambientato durante i Mondiali in Brasile del 2014, teatro ideale per riavvicinare un papà e un figlio da sempre uniti dalla passione per il calcio.

Sul soglio della religione laica il calcio è tornato in Piazza Grande nel 2019 con l’unico e grande D10s, Diego Armando Maradona. O semplicemente Diego Maradona, come il titolo del documentario portato a Locarno dal regista che aveva già saputo tracciare i profili di Amy Winehouse e Ayrton Senna, Asif Kapadia. Più sullo sfondo, scenografia di una Napoli segnata per sempre dalla sua era, il Pibe de Oro sarebbe tornato in Piazza tre anni dopo, nel 2022, con Piano Piano di Nicola Prosatore.

La storia di calcio e cinema forse più romantica tra tutte era però atterrata a Locarno un anno prima, nel 2021, in Concorso Internazionale. Era la storia di Hannes Halldórsson, il portiere della nazionale islandese dal 2011 al 2021, il gigante del nord che nel 2018, ai mondiali russi, riuscì a parare un rigore al Dio minore argentino, Leo Messi. E che lasciata la porta ha deciso di dedicarsi all’altra sua grande passione, il cinema, portando sul grande schermo Leynilögga (Cop Secret), un action movie tutto adrenalina. Forse non quanto una finale di Champions, ma capace comunque di tenere incollati alla poltrona. Per quanto? 90’ più recupero, ovviamente.

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Sigurjón "Joni" Sighvatsson - Raimondo Rezzonico Award

Pardo tardi 06.08.2026, 22:35

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