Nel Malcantone si è mosso un uomo capace di raccontare il mondo con l’obiettivo della sua macchina fotografica. Eugenio Schmidhauser (Seon, 1876 – Astano, 1952) non fu soltanto un fotografo. Fu anche un mediatore culturale, un innovatore dell’immaginario visivo, un ponte vivente tra protestantesimo e cattolicesimo, tra Appenzello e Baviera, tra il Ticino e l’Europa. Di lui si è occupato “Segni dei Tempi”, settimanale evangelico della RSI che parla di spiritualità, etica e diritti umani.

L’occasione è stata anche una mostra che il MASI di Lugano (da marzo a ottobre) ha dedicato a Schmidhauser. Si tratta di un lavoro realizzato in collaborazione con l’Archivio di Stato del Canton Ticino. È un tributo per un autore che ha saputo cogliere l’anima di un territorio in trasformazione, contribuendo a promuovere il turismo regionale con modalità visive nuove e audaci. La mostra non è solo un’esposizione di fotografie, ma è anche un viaggio nel tempo, un’immersione in un Ticino che si affacciava al Novecento con curiosità e desiderio di modernità.

Schmidhauser operava in un ambiente culturale fluido, dove le frontiere si facevano porose. Le sue immagini raccontano un Ticino che dialoga con l’Europa, che si lascia contaminare da influenze germaniche e mitteleuropee, ma che conserva una propria identità forte e poetica.

La produzione fotografica di Schmidhauser si distingue per la capacità di cogliere il quotidiano con uno stile che anticipa il reportage moderno. Le sue immagini ritraggono volti, paesaggi, scene di vita con una sensibilità che sfiora il pittorico, ma che resta sempre radicata nella realtà. In questo senso, Schmidhauser interpreta, suggerisce, provoca.

Attraverso le sue fotografie, il Ticino diventa molto più di un soggetto geografico, simbolo di una convivenza possibile, di una bellezza che nasce dall’incontro tra diversità. Il suo lavoro è una testimonianza preziosa di come l’arte possa abbattere muri e costruire ponti, e la mostra al MASI è un invito a riscoprire questa lezione, oggi più attuale che mai.
Eugenio Schmidhauser
RSI Cultura 13.09.2025, 19:00

