Letteratura

New age, famiglia e OnlyFans: l’era dell’Acquario di Fabio Bacà

Lo scrittore italiano racconta il suo ultimo romanzo, alla perenne ricerca di senso in un mondo frammentato

  • Oggi, 16:00
Fabio Baca
Di: Alice / Laura Piccina 

The Age of Acquarius: basta dirlo e scorrono immagini di rinnovamento, benessere, libertà e fratellanza. Ci ritorna in mente Hair e l’età dell’oro della tradizione New Age.
Oggi L’era dell’Acquario è anche il titolo dell’ultimo romanzo di Fabio Bacà, edito da Adelphi. È un libro che parla di risvegli, di famiglia, sesso, morte, disabilità… nonché della perenne ricerca di senso in un mondo sempre più frammentato.

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“L’era dell’Acquario” di Fabio Bacà, Adelphi (dettaglio di copertina)

“L’era dell’Acquario”

Alice 24.01.2026, 14:40

  • adelphi.it
  • Laura Piccina

C’è un’espressione che descrive molto bene il romanzo: «l’incanto terrorizzante di scoprirsi vivo, ma inerte». Una forma di risveglio dei personaggi che assume molteplici significati: un attraversamento di anni di oblio, una riappacificazione, l’inizio di una nuova fase della vita e persino, forse, una seconda possibilità dopo la morte.

«Possiamo dire che questa storia – spiega Fabio Bacà – mi è venuta in mente perché avevo intenzione di descrivere la storia di una famiglia e quindi tanti personaggi. Volevo ampliare il discorso, incrociando le vicende di una sexy influencer con quelle di suo fratello, con quelle di un nipote che ha una disabilità piuttosto grave... L’idea è arrivata perché mi è sempre interessato il mondo dei social media, e un altro dei miei interessi è la cosiddetta “premorte”, i discorsi legati alla possibilità di un’esistenza dopo la vita – che sono, credo, temi che affascinano chiunque […] In più negli ultimi anni, con l’esplosione post lockdown di OnlyFans, è arrivato un altro tema che mi incuriosisce parecchio. Ho deciso di incrociare, di mescolare tutto in una vicenda che mi sembrava promettente dal punto di vista degli spunti narrativi».

“L’era dell’Acquario” di Fabio Bacà, Adelphi (dettaglio di copertina)

“L’era dell’Acquario” di Fabio Bacà, Adelphi (dettaglio di copertina)

  • adelphi.it

Detto questo, è facile intuire che il sesso è un elemento estremamente presente nel romanzo, spesso in contrasto con il tema della morte, un accostamento freudiano. La sessualità dei personaggi è spinta, un po’ grossolana, intrisa di tristezza, spesso anche superficiale. «Il sesso è tante cose – racconta Bacà – ma è soprattutto, specialmente per i Paesi del sud Europa, di uno dei quali sono cittadino… è un tabù. Un tabù come quello della morte, anche per questioni appunto religiose».

Il mondo della pre-morte invece si lega a un’idea di spiritualità alternativa, che trova spazio nel romanzo anche attraverso la citazione di una comunità nata sull’altopiano del Giura. Questa spiritualità non è legata a dogmi, ma alle domande che essa aiuta a porsi. E quale ruolo ha la letteratura nel delinearle? «Credo che la letteratura sia uno dei mezzi per aiutarci a formulare ancora meglio quelle domande che ci facciamo sin dai primi anni di vita… Perché siamo vivi? Perché la mia coscienza è questa, e non quella di un’altra persona? Perché sono nato in questo paese? Perché sono un maschio o una femmina?». Bacà cita Lao Tzu, che esorta ad «avere fede in qualcosa, senza specificare in cosa».

Altro tema centrale del romanzo è il dolore, esplorato anche attraverso la disabilità di uno dei personaggi. «Porsi di fronte al dolore è una questione talmente personale che non mi posso arrogare, da narratore e da essere umano, il diritto di giudicare. Nessuno. Non possiamo giudicare il modo in cui qualcuno reagisce a un dolore personale, perché non possiamo – per quanto empatici si possa essere – viverlo come lo vive quella persona».

L’era dell’Acquario è anche una storia familiare, pur non avendo niente a che vedere con i grandi romanzi familiari con cui sono scresciute generazioni di lettori. E infatti, Bacà confessa candidamente: «Non sono un grande fan dei romanzi familiari, ma allo stesso tempo bisogna ammettere che quasi tutti i romanzi sono romanzi familiari, qualunque personaggio ha attorno a sé una famiglia, che siano i genitori e i figli, la moglie, la compagna… persino, in senso più ampio, gli amici, quelli che fanno parte della sua cerchia. Uno dei miei romanzi preferiti è effettivamente un romanzo familiare – quasi casualmente, sì, ma è scritto così bene, così profondo, così straordinariamente efficace nel delineare ogni membro di questa famiglia... Mi riferisco alle Correzioni di Jonathan Franzen, con cui L’era dell’Acquario ha un debito morale. Leggere quel romanzo poco prima di cominciare il mio mi ha dato la spinta definitiva a scriverlo».